SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Marco Calvaresi presidente del Consiglio comunale oppure no? Pare proprio questo il principale dilemma che il confermato sindaco Giovanni Gaspari dovrà sciogliere in questi giorni. Un dilemma forse anche più incombente rispetto alle nomine degli assessori fra i partiti di maggioranza, visto che con Calvaresi presidente si aprirebbero scenari di alleanza con una lista esterna al centrosinistra.
Secondo alcune indiscrezioni raccolte da RivieraOggi.it, la scelta di Calvaresi (candidato sindaco antagonista di Gaspari, lo ricordiamo, sotto le bandiere del Nuovo Polo Sambenedettese di Udc, Fli e civiche) scontenterebbe in particolare gli esponenti di Sinistra Ecologia e Libertà, che nelle ultime elezioni comunali ha raccolto un risultato inferiore alle attese (2,21%) ma che comunque nelle ottiche di politica nazionale e anche amministrativa rappresenta ogni giorno di più un alleato forte in chiave di coalizione anti-berlusconiana. Gaspari, quindi, dovrebbe proprio pensarci tante volte prima di scontentare i vendoliani.
Quali sono le posizioni degli altri partiti? Sembrerebbe che il Partito Democratico si rimetta alle decisioni del sindaco Gaspari, senza spingere né pro né contro l’entrata in giunta di Calvaresi.
Non avrebbero una posizione ben definita neanche i Verdi, mentre i Socialisti vedrebbero di buon occhio l’innesto “eccellente”.
Da parte dell’Italia dei Valori, sarebbe in atto una diversità di vedute fra il gruppo dirigente del partito, più ben disposto verso l’innesto di Calvaresi, e gli eletti in consiglio comunale, che apparirebbero invece più dubbiosi.
L’Alleanza per l’Italia, infine, non esprimerebbe una sua posizione definitiva, chiedendo piuttosto al sindaco Gaspari scelte di giunta all’insegna di professionalità e governabilità della città.

L’ingresso di Calvaresi fra le nomine gaspariane, e in un ruolo così cruciale come la presidenza del consiglio comunale, potrebbe dare ancora maggiore tranquillità alla nuova maggioranza. Ovviamente la componente consiliare del Nuovo Polo guarderebbe così con ancora più benevolenza l’azione politica del nuovo sindaco, che si troverebbe ad avere un margine di voti più ampio rispetto agli attuali 14 consiglieri di maggioranza contro i dieci consiglieri di opposizione. Si realizzerebbe quella ampia coalizione che va dai moderati di centro alla sinistra “di governo”, più volte auspicata dal sindaco in campagna elettorale. La domanda però è se i due estremi, Udc e Sel, siano davvero compatibili e in che misura. Un bel dilemma per il sindaco Gaspari, un argomento di sicuro spazio nei giri di consultazioni con le forze politiche che continueranno anche sabato. Tanto più che nominando Calvaresi si restringerebbe il novero di posti di potere da assegnare alle forze politiche della propria coalizione elettorale, che come è fisiologico stanno scalpitando e rivendicando i propri rispettivi meriti usciti dalle urne.
Il diretto interessato, Marco Calvaresi, in alcune recenti interviste ha dichiarato che non vuole parlare di ipotesi astratte, che al momento non c’è nulla di concreto e che ogni proposta dovesse giungergli verrà valutata con la propria coalizione.
La presidenza del consiglio comunale, giova ricordarlo, non è un ruolo solo di mera rappresentanza. Il presidente dell’assise ha il potere di organizzare gli ordini del giorno delle sedute, influenzando dunque la scelta di quali atti portare al voto e quando.
Inoltre, a differenza degli assessori, il presidente del consiglio comunale ha potere di voto rimanendo a tutti gli effetti un componente del consiglio comunale, come il sindaco stesso.
Insomma, un ruolo ben importante, la cui ratifica però passa per la votazione del consiglio comunale nella sua prima seduta. Sel non ha consiglieri comunali, lo ricordiamo. Di certo un politico esperto come Gaspari cercherà in ogni modo di arrivare a un nome il più possibile condiviso dalle forze che lo appoggiano, temendo come la peste una clamorosa spaccatura nel primo consiglio comunale del suo nuovo mandato.

Comprensibile perciò come Gaspari stia prendendo del tempo per pensarci bene, tenere in equilibrio la propria maggioranza e valutare se e come allargarla al Nuovo Polo. Già, perché agli osservatori della politica locale non sono sfuggiti i segnali di distensione lanciati da parte del deputato Udc Amedeo Ciccanti, “motore” riconosciuto dell’aggregazione terzopolista in salsa sambenedettese. Ciccanti che già a poche ore dalla vittoria di Gaspari aveva diramato una nota in cui diceva che l’Udc avrebbe tenuto conto dell’apertura di credito della città al sindaco uscente. “Dobbiamo prenderne atto e affiancarci ai cittadini per sostenerne il compimento in questo secondo mandato. L’Udc – aveva concluso il parlamentare – farà la propria parte con responsabilità e impegno, così come ha fatto nel corso del primo mandato”.

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