SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Di nuovo al lavoro, dopo i sorrisi, gli abbracci ed un po’ di riposo. Giovanni Gaspari è tornato nel suo ufficio nello stesso giorno in cui l’Ufficio Centrale Elettorale, presieduto dal magistrato Annalisa Gianfelice, lo ha ufficialmente riconfermato primo cittadino di San Benedetto. Una proclamazione che di fatto azzera interamente gli assessorati e consegna provvisoriamente al sindaco ogni responsabilità: “Per ora sono solo – afferma lui – quindi devo organizzarmi per questi giorni. Presto incontrerò tutti i partiti, compresi Sel e Api, e poi tutti i consiglieri comunali, nessuno escluso. Solo successivamente comunicherò i nomi della nuova giunta”.

Quest’ultima sarà composta quasi sicuramente da 7 assessori: “Il regolamento fissa il limite a 6.2, cifra che può essere arrotondata per eccesso. Probabilmente alcuni reparti verranno accorpati. Il tutto verrà ratificato al primo consiglio comunale che mi piacerebbe venisse indetto il 18 giugno, giorno della Liberazione della città”.

Gaspari sembra inoltre intenzionato a proseguire sulla via della riappacificazione col centrodestra, magari coinvolgendo qualche esponente d’opposizione tramite l’assegnazione di qualche delega o responsabilità: “Tutti i consiglieri di maggioranza saranno interessati e, se lo vorranno, pure alcuni della minoranza”. Parole al miele, che si aggiungono a quelle utilizzate per commentare le new-entry della politica sambenedettese: “8 nuovi consiglieri su 24 non sono pochi, stiamo parlando di un terzo, è un bel cambiamento. Fatta eccezione per quest’ultima campagna elettorale, si tratta di gente con cui non ci sono mai stati attriti precedenti. Potranno portare proposte interessanti”.

Intanto dal Circolo Pd “Primo Gregori” giungono le prime analisi post-voto, condite da qualche monito: “Porto d’Ascoli ancora una volta fa la differenza – spiega il segretario Casolanetti –   ricordiamo che in alcuni seggi Gaspari ha ottenuto oltre il 70% di preferenze contribuendo in maniera consistente per il raggiungimento dell’obiettivo. Ringraziamo gli eletti e non, per essersi spesi in questa lunga campagna elettorale. Ritiengo che i numeri espressi meritino la massima considerazione  nella composizione del prossimo esecutivo”.

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