Assenteisti. Secondo me, se oltre 17 mila sambenedettesi (ci metto anche le 204 bianche e le 157 nulle) se ne fregano di chi va a governarli, non è un bel segnale. Può, infatti, significare due cose: che chiunque sia il sindaco sono contenti oppure perché non se la sono sentita di legittimare nessuno dei due candidati. Lascio a voi lettori la facile risposta e mi piacerebbe anche capire dove porteranno questi numeri in un prossimo futuro, visto che i non votanti sono in costante aumento.

I dati odierni dicono che meno di un terzo dei sambenedettesi hanno indicato Giovanni Gaspari come loro rappresentante mentre addirittura meno di un quarto hanno indicato Bruno Gabrielli come suo possibile successore. Poco meno della metà, come scrivevo all’inizio, quelli che invece hanno preferito non esprimersi.

Appunto, cosa ci porterà il futuro quando più del 50% degli elettori si rifiuterà di andare alle urne? Senza una maggioranza che delega propri rappresentanti si potrà parlare ancora di democrazia che, da quando esiste, basa sul 51% la propria forza, a prima vista un concetto assolutamente non contrastabile? Io dico di no e  giustifico il mio pessimismo come un segnale di allarme da spegnere sul “nascere”. Non credo che si possa restare indifferenti con questi numeri che definire… antidemocratici non è sbagliato.

Grido quindi con forza a Gaspari, a tutti gli altri sindaci italiani appena eletti di cambiare registro rendendosi conto che l’attuale modo di governare, fatte salve pochissime eccezioni, non si confà con il progresso, anzi lo umilia. I motivi di questo mio scrivere sono moltissimi ma ne cito uno che ritengo valido per tutti. Ritengo offensivo e da cavernicoli prendere un “tot” numero di voti dopo aver promesso al doppio-triplo di “tot” posti di lavoro o posizioni di privilegio in eventuali divergenze o contenziosi.

Colpe che vanno divise a metà tra chi li cerca così e a chi vota con questo spirito egoistico assolutamente deleterio per l’intera comunità. E’ ora che l’Italia torni a privilegiare il merito rispetto allo stupido piacere personale. Se non si cambia in tempo questa mentalità vedo un futuro a grande rischio. In campo nazionale e locale. Dopo, le lacrime per piangere non basteranno né potremo dire di non essercele cercate. Il tempo per non peggiorare c’è. Sfruttiamolo.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 956 volte, 1 oggi)