SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Ecco il Daniele Primavera d’attacco. Obiettivo dell’ex consigliere comunale di Rifondazione Comunista, Pd e Udc: “A ridosso del turno elettorale di ballottaggio non possiamo non rilevare come, nonostante le promesse e i tentativi di apertura pervenuti attraverso i canali privati, né Gaspari né il Pd sambenedettese abbiano preso in minima considerazione le proposte indicate dalla Federazione della Sinistra ormai una settimana fa. Coerentemente con quanto praticato in questi cinque anni, Gaspari conferma la sua assoluta chiusura rispetto alle istanze provenienti dalla sinistra sambenedettese, nonché la sua intollerabile arroganza politica, rifiutando di esprimersi su pochi punti circostanziati di evidente interesse pubblico”.

“Ancora una volta, Gaspari ed i suoi sostenitori dimostrano di non essere capaci di interpretare quel vento di cambiamento che da Milano a Napoli imperversa nel paese, tentando in ogni modo di isolare ed azzerare una parte della sinistra che si è dimostrata determinante in tutti i più importanti scenari nazionali, e compromettendo così la possibilità di dare forza ad una vera alternativa alla destra berlusconiana, obiettivo evidentemente secondario rispetto all’alleanza con l’Udc e Ciccanti. Nel frattempo l’amministrazione uscente continua la sua odiosa pratica di aggressione alle spiagge libere, dando un chiaro segnale di quale sia la sua idea di “bene pubblico”, aggiungendo una ulteriore provocazione alla nostra area che sul tema si era espressa in modo non equivocabile. Tutto, naturalmente, nel prevedibile silenzio di tutte le altre opposizioni, agguerrite nelle chiacchiere ma evidentemente carenti nelle proposte di contenuti e idee alternative” scrive.

Conclude così l’ex consigliere comunale: “E’ fortemente se poi non si è in grado neppure di intavolare un discorso franco ed aperto su temi locali, per i quali sarebbero utili convergenze ampie. E’ evidente che si lavora quindi per ottenere la più risicata delle maggioranze formali per poi imporre, d’imperio, la propria politica minoritaria eppure vincente. Noi, confermando l’assoluta libertà di voto dei nostri elettori, riteniamo che questa dissennata strategia di continua provocazione e disprezzo verso le sinistre non aiuteranno di certo la ricostruzione di una coalizione unita, tanto presente nei retorici proclami del Pd quanto introvabile nella pratica politica quotidiana che questo soggetto mette in campo”.

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