SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Condannato in primo grado a 1 anno e quattro mesi, 400 euro di multa più le spese processuali, un giovane extra-comunitario fermato dalla polizia l’11 maggio scorso nei pressi della stazione ferroviaria di San Benedetto.

L’uomo ha resistito agli agenti tentando di appropriarsi dell’arma di uno dei due e al processo, celebrato con rito abbreviato, ha sostenuto di non aver fatto alcuna resistenza, ma di esser stato vittima di percosse da parte dei poliziotti che hanno eseguito gli accertamenti nei suoi confronti.

Il 7 maggio era uscito dal carcere di Pesaro, e, a suo dire, nel tentativo di raggiungere i familiari a Milano è salito sul treno e si è ritrovato a San Benedetto forse per errore. Alcune segnalazioni riferivano della sua presenza nei parcheggi prossimi allo scalo ferroviario, e il personale di Polizia ha eseguito il controllo riscontrando che l’uomo era sprovvisto di documenti.

Nel tentativo di condurlo in Commissariato per accertamenti, il sospettato si sarebbe agitato, resistendo agli agenti e sfilando dalla fondina la pistola d’ordinanza di uno dei due poliziotti, fortunatamente legata al cordoncino di sicurezza. Successivamente ai fatti l’uomo è stato denunciato e condotto in carcere e sottoposto a processo penale.

Al processo l’imputato ha riferito che la vicenda sarebbe stata verbalizzata diversamente da come realmente a suo dire sarebbe accaduta. Ha sostenuto di esser stato fermato al mattino e condotto in questura, dove è stato aggredito da tre agenti per aver fumato una sigaretta in un luogo non consentito.

Tali accuse hanno spinto la corte del Tribunale a verificare nell’immediatezza i fatti e mediante la cartella clinica fatta al sospettato prima di entrare in carcere. Un documento cautelativo che attesta lo stato di salute di ogni detenuto prima della sua permanenza in prigione. Dai riscontri medici non sono emersi riferimenti ad escoriazioni o lesioni riconducibili a percosse, ma solo piccole e tipiche escoriazioni dovute alla resistenza fisica.

Considerata la circostanza e la condotta dell’imputato, in passato arrestato anche per tentato omicidio, il Pubblico Ministero ha chiesto una pena detentiva di 2 anni e 4 mesi. Pena contestata dalla difesa dell’imputato. Visti i fatti e le natura del processo celebrato con rito abbreviato, la corte del Tribunale sambenedettese ha condannato l’imputato a 1 anni e 4 mesi per i reati di resistenza al pubblico ufficiale e tentata rapina.

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