SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Stracciatela, buttatela via e non tirate fuori un euro, ce ne prendiamo la responsabilità”. L’opposizione in consiglio provinciale (Pd, Udc, Idv, Sel, Rifondazione) si ribella alla lettera di avviso per la regolarizzazione del prelievo d’acqua dai pozzi che Palazzo San Filippo ha inviato a tutte le famiglie interessate. Un duello che, a pochi giorni dal ballottaggio sambenedettese assume i toni ancora più aspri resi inevitabili dal fatto che lo sfidante di centrodestra, Gabrielli, sia allo stesso tempo un assessore di punta della giunta Celani. (clicca fra i documenti allegati per leggere il testo delle due lettere inviate dalla Provincia).

Il Pd, ma anche Udc, Idv, Verdi, Rifondazione, Sel e Api dicono dunque “no ad un ennesimo balzello che si somma al futuro pedaggio sull’Ascoli-Mare, rinviato per meri motivi elettorali e ai nuovi autovelox” e che sarebbe aggravato da metodi d’avvertimento contestabili: “La tassa piove in testa ai cittadini in un momento di grave difficoltà. La lettera non spiega bene l’oggetto, generalizza, è inqualificabile sotto il piano procedurale”. L’avviso fa riferimento ad un importo di 97,87 euro a cui farà seguito il costo dei canoni dovuti e maturati fino all’anno 2011. Tra gli usi previsti rientrano quello irriguo, quello industriale, la pescicoltura, l’irrigazione delle aree sportive e del verde pubblico, l’antincendio, l’autolavaggio e altre strutture varie.

C’è poi il discorso legato alla firma mancante: “Nessun dirigente ha avuto il coraggio di apporre il proprio nome su un documento allegato al bollettino”, tuona il capogruppo dei democrat Emidio Mandozzi. Lo segue a ruota Sergio Corradetti, segretario provinciale Udc: “Ci sono pozzi ad uso domestico che non devono pagare alcun tipo di canone. I cittadini dovranno verificare se è ad uso domestico o no. E’ fondamentale”.

Durissimo Lucio D’Angelo, ex sindaco di Offida oggi consigliere provinciale: “Non si può essere così incapaci. C’è modo e modo per far pagare, si deve andare incontro alle singole esigenze. Si annulli tutto e si ricominci da capo, magari concordando un punto d’incontro pure con le varie associazioni di categoria a cui ci si rivolge”.

Il motto del “non pagate” è tuttavia bilanciato dall’avviso di controlli a campione che in caso di verifica di dichiarazioni mendaci provocheranno la chiusura del pozzo e la conseguente applicazione della sanzione amministrativa.
Due milioni di previsione canone pozzi bel bilancio
D’Angelo si ricominci da capo facendo le cose come vanno fatte
Imprese dovranno pagare decine di migliaia di euro, si concordi con associazioni di categoria

Interviene sul tema anche il deputato ascolano dell’Udc, Amedeo Ciccanti: “Regolarizzare, sì, ma non vuol dire che debba essere fatto a quei canoni”. Anche per il sindaco di Ripatransone Paolo D’Erasmo la somma prevista nel bilancio della Provincia come entrata di questa tassa, circa due milioni, andrebbe scremata. “Molti dei pozzi per i quali le persone si troveranno intanto a pagare i 97 euro una tantum sono domestici, quindi non vanno pagati. Ma intanto ti chiedono di anticipare quella somma. Non va, non va proprio”.

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