dal settimanale Riviera Oggi numero 869 del 2 maggio scorso

CUPRA MARITTIMA – Il punteruolo rosso sembra proseguire senza soste la sua terribile avanzata. Solo nel nostro Paese si contano ormai decine di migliaia di palme morte compromettendo lo stesso paesaggio. Il temibile parassita è giunto in Riviera e sembra trovarsi bene. Il rischio è molto alto a causa del ritardo con cui sono stati attuati gli interventi di eliminazione delle palme infestate indubbiamente aggravando la situazione. Parliamone con Lorenzo Picchietti, responsabile dell’ufficio Ambiente del Comune di Cupra Marittima.
E’ molto triste passeggiare sul lungomare e vedere così tante palme mutilate nella loro estremità superiore. A che punto è la situazione a Cupra?
“Il problema è abbastanza diffuso su tutta la Riviera delle Palme e Cupra è uno dei comuni colpiti. Nel 2011 in febbraio avevamo 9 palme infette contro le 78 del 2010 e le 27 del 2009. Principalmente due sono i tipi di palme che vengono attaccate: la Phoenix canariensis e la Phoenix dactylifera e sembra attaccare anche la Washingtonia”.
Quante palme ci sono sul territorio cuprense?
“Sul territorio comunale contiamo 850 palme e 750 di queste ricadono nell’area infestata. La superficie territoriale cuscinetto equivale al 68,20%, ossia la zona nella quale mettere un bel punto interrogativo dal 2010”.
Che rimedi sono stati adottati per debellare il parassita?
“Le palme continuano a morire e, fino ad oggi, non sembra che sia stato trovato un metodo di lotta efficace. Numerosi sono stati gli interventi sperimentati e pubblicizzati, ma la verità è che non disponiamo ancora di sistemi veramente efficaci per debellare il punteruolo rosso. La straordinaria resistenza, la grande capacità di sopravvivenza e riproduzione fanno di questo fitofago un micidiale aggressore”.
Com’è possibile che ci sia questa infezione? Come funziona la prevenzione?
“Quando una palma è infestata o viene abbattuta, i coleotteri la abbandonano e si trasferiscono sulle piante vicine ancora sane e l’infestazione si propaga ulteriormente. Il danno è ancora più grave nelle zone dove l’infestazione è ai primi passi. Da qui la necessità di effettuare una “diagnosi precoce” delle palme infestate, per procedere con tempestività al loro abbattimento quando gli insetti sono ancora, possibilmente, allo stadio larvale. Anche in questo caso, gli stipiti e il capitello devono essere rimossi subito e distrutti secondo un preciso protocollo. La fuga di pochi adulti può avere effetti devastanti per il territorio limitrofo”.
I cittadini come devono agire qualora trovassero una loro palma infetta?
“Naturalmente è importante chiamare in Comune o l’Assam per il sopraluogo ed eventuale profilassi per lo smaltimento delle parti infette. Notevoli problemi sorgono per i costi dell’operazione che è di 200 euro circa a pianta, chiaramente parliamo di zone dove vi sono più di due o tre palme e la spesa diventa enorme”.
Nei luoghi pubblici, sul lungomare, come si procede con l’impiego preventivo dei pesticidi?
“La lotta chimica ha i suoi limiti e il rischio di impiegare prodotti altamente inquinanti e nocivi alla salute pubblica è terribilmente reale quindi di quasi irreale attuazione. Si testa la lotta biologica che promette bene, ma l’efficacia in campo non sembra essere ancora risolutiva. Il picco massimo lo abbiamo avuto lo scorso anno che è stato in perfetta tendenza e analogia degli altri Comuni, infatti affrontiamo il problema lavorando tutti in maniera uniforme nelle metodologie da adottare per debellare le infestazioni”.
In concreto cosa si sta facendo?
“Le palme ammalate e infette hanno avuto recise completamente il fogliame del rachide e sono in via di guarigione, in quanto vengono appositamente evirate della chioma e trattate con insetticidi sistemici dai giardinieri comunali che hanno frequentato un corso mirato al problema, per far sì che il coleottero, che riesce a volare fino a un chilometro di distanza, muoia e la pianta rinasca a nuova vita. Inoltre è necessaria la distruzione dei residui per evitare che le larve possano attaccare altri esemplari”.
Tutti sappiamo che cosa produce il punteruolo rosso ma che tipo di coleottero è?
“Il Rhynchophorus ferrugineus, il “punteruolo rosso delle palme” viene così chiamato per l’aspetto rossastro della livrea. E’ un coleottero di provenienza afro-asiatica da molto tempo ormai ha messo in ginocchio diversi tratti di costa siciliana, pugliese, laziale e sin negli ultimi anni minaccia con successo anche la Riviera delle palme. L’iter di malattia delle palme ha inizio con la deposizione di circa 300 uova distribuite alla base delle giovani foglie, sulle ferite delle foglie o in cavità del tronco della palma. Entro cinque giorni le uova si trasformano in piccole larve che bucano le palme e che ne assorbono tutto il materiale fibroso muovendosi successivamente verso l’interno e scavando profonde cavità. Le larve si impupano in un pupario cilindrico formato da strati fibrosi alla base della pianta. Dopo due o tre settimane fuoriescono gli adulti. L’intero ciclo dura 4 mesi. Sullo stesso albero di palma possono sovrapporsi più generazioni dell’insetto e, generalmente, non viene “attaccata” una nuova palma finché non è stata completamente distrutta quella su cui vive. I danni, tuttavia, sono causati dalle larve e sono visibili soltanto dopo che il Punteruolo rosso ha colonizzato l’intera pianta giunta ormai al collasso”.
Cupra come rimedierà allo scempio paesaggistico che oggi vediamo?
“Chiaramente cercheremo il ripristino con piante autoctone, è importante il ruolo estetico di qualsiasi giardino o parco che non deve contrastare con la naturalità del luogo ma deve integrarsi fino a farne parte. Nel territorio crescono alcune specie spontanee come tamerici, leccio, che hanno una apprezzabile valenza estetica e che verranno logicamente utilizzate”.
Il sostegno dell’Assam in cosa consiste?
“Sia in Italia che all’estero, si stanno conducendo solo sperimentazioni. L’unico strumento efficace contro il punteruolo rosso, al momento, è l’abbattimento delle palme aggredite o la pulizia di esse. Grottammare, San Benedetto e Cupra Marittima con Provincia e Regione sono coinvolte nelle varie iniziative intraprese e in stretto accordo con l’Assam-servizio fitosanitario regionale proseguendo il monitoraggio e lo stanziamento di sovvenzioni per la disinfestazione nei tre Comuni che hanno adottato linee condivise per informare i cittadini. A marzo in Provincia si è tenuto un incontro per la ripartizione dei contributi mirato al problema del punteruolo rosso. Inoltre è vietato il movimento delle palme non dotate di un passaporto verde che ne garantisca la qualità fitosanitaria”.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 1.049 volte, 1 oggi)