CAMPLI – Si sono svolti alle 11 nella Chiesa di Santa Maria in Platea di Campli i funerali della piccola Elena Petrizzi, morta dopo tre giorni di coma per un edema cerebrale per essere rimasta in auto sotto il sole alcune ore. Alla funzione hanno partecipato circa 500 persone, che hanno atteso il feretro nella piazza principale del paese.

Piazza Vittorio Emanuele è stata presidiata dalle forze dell’ordine, dai volontari della Croce Rossa, dalla Protezione Civile e da alcuni bodyguard che svolgono servizio di sicurezza privato.

Gli amici di Lucio Petrizzi e Chiara Sciarrini, genitori di Elena, hanno formato un cordone all’arrivo del feretro in piazza, intorno alle 10.30, per impedire a cameraman e fotografi di filmare e scattare fotografie al momento dell’ingresso in chiesa. Le campane hanno suonato per 10 minuti, dopo di che sono state aperte a tutti le porte della chiesa, precedentemente chiuse e presidiate da 4 bodyguard e alcuni volontari. Il parroco della chiesa di Santa Maria in Platea, don Antonio Mazzitti, ha vietato l’ingresso a telecamere e fotografi. Hanno partecipato al funerale il rettore dell’università di Teramo, Rita Tranquilli Leali, il sindaco di Campli, Gabriele Giovannini, le maestre dell’asilo nido che frequentava la piccola Elena e tantissimi amici della coppia Petrizzi. In segno di lutto sono state abbassate le saracinesche dei negozi del centro di Campli dalle 10 in poi.

Nella giornata di martedì le insegnanti dell’asilo nido Pinocchio (che frequentava la piccola Elena e che avrebbe dovuto raggiungere anche quel mercoledì mattina, quando invece è stata lasciata in auto dal padre), hanno indirizzato ai due genitori una lettera sentita e commovente.

“Carissimi Lucio e Chiara, voi siete tra i genitori più esemplari che abbiamo e che abbiamo avuto – scrivono le insegnanti. Il vostro ed il nostro dolore è incommensurabile.
Vi siamo tutte tanto, tanto vicine nella grande sofferenza. E’ stata una disgrazia della vita. Sappiamo benissimo che ora ogni parola di conforto non riuscirebbe ad entrare nella immensa barriera del dolore che vi sommerge. Siete persone splendide, grandi genitori, che nonostante l’immenso dolore, l’angoscia, avete permesso speranze di vita ad altri bambini. Caro Lucio, è quasi inutile esprimere che le cose sembrano sempre diverse con il senno del poi. Non farti divorare dai rimorsi. Può succedere a tutte le nostre menti di non registrare azioni che svolgiamo in “automatismo”, presi dai mille impegni e responsabilità. Chiara ora, più che mai, ha bisogno di te e anche la bambina in arrivo ha bisogno del suo papà. Devi raccogliere le forze del grande amore che ti offre Chiara e non abbandonarti alla disperazione. Chiara e la piccola, che presto arriverà, hanno bisogno di speranza, di viverti vicino. Noi dell’Asilo Nido, che facciamo questo mestiere da tanti anni, ti vogliamo dire che l’affetto, “le figure di attaccamento” non sono importanti solo nell’età infantile ma anche in quella adulta, soprattutto dopo tanta angoscia, dolore e disperazione.
Cari Lucio e Chiara, sappiate che siamo disponibili per qualsiasi forma di sostegno, di aiuto di cui avrete bisogno.
Ora occorre riprendersi dalle terribili prove che ci presenta la vita. Elena sarà il nostro angelo, la nostra piccola principessa, che con il suo entusiasmo, simpatia e positività ha riempito ogni istante di vita al nido e il suo ricordo vivrà sempre nei nostri cuori e nelle nostre menti”.

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