Partecipazione. “Negli Stati Uniti la politica si fonde con i cittadini, con i quali la partecipazione è ai massimi livelli“, mi diceva l’altro giorno Piero Cocchiaro, sambenedettese che vive da qualche anno in California nella città di Irvine vicino a Los Angeles. Nonché organizzatore di Scultura Viva, una sua iniziativa per la quale ogni anno torna a San Benedetto in questo periodo: “La vorrei portare a livelli nazionali e internazionali se la politica me lo permetterà“.

In una breve chiacchierata L’ingegner Cocchiaro mi ha esposto un caso simile a quello della nostra piazza Kolbe (dove si dovrebbe edificare e contruire anche il nuovo palazzo dei vigili urbani. Tutti ricordano le polemiche che generò). Mi ha mostrato una piantina di Irvine (vedi foto n. 2) nel quale la scritta Site indica il punto dove dovrebbero nascere nuove costruzioni. La prima cosa che il Comune di Irvine ha fatto è stata quella di inviare una lettera a tutti i residenti nel raggio di un chilometro dal Site (Public notice of a Pubblic Hearing to be held) nella quale c’è la descrizione del luogo, lo staff autore del progetto e l’invito ad una assemblea (Pubblic Hearing) nella quale tutti sono invitati ad aiutare sindaco e quattro consiglieri (la città ha 300 mila abitanti!) con commenti, domande, preoccupazioni (Comments? Questions? Concerns?) e una nota abbastanza singolare per noi italiani: tutto quello di cui si discuterà apparirà on line in tempo reale, il cittadino dopo preavviso può intervenire e tutto il resoconto appare sul web. Insomma i “commenti tipo quelli di Riviera Oggi”, che da noi qualcuno ritiene “dannose interferenze”, in Usa acquistano valore decisionale, non solo consultorio. E una coda finale con la quale si fa capire che la partecipazione è importante ma deve avere anche regole come quella che, chi non interviene, non avrà in futuro alcun diritto di intervento.

Per la cronaca a Irvine il sindaco viene eletto ogni due anni mentre la durata dei consiglieri è di quattro anni: una differenza di tempi che ha ragioni intelligenti, oltre che democratiche, abbastanza chiare.

Questo mio disappunto-esempio vuole essere un invito al prossimo sindaco di San Benedetto del Tronto affinchè pensi più a queste cose che a beghe personali o a clientelismi utili per ringraziare e ingraziare i propri “fedelissimi” quando si tornerà al voto.

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