SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Sono orgoglioso e onorato di ricoprire questa carica”: ecco le prime parole di Catello Cimmino, nuovo responsabile dell’area tecnica della Samb (tradotto, direttore sportivo), già in questi giorni al lavoro. “Sono arrivato alla Samb su richiesta di Claudio Bartolomei, e, nonostante negli ultimi anni ho avuto diverse richieste per allestire delle prime squadre, ho sempre preferito dedicarmi ai giovani. Ma la Samb è un’altra cosa, e non potevo dire di no, anche perché nella vita a volte occorre rischiare”.

Un Cimmino la cui storia calcistica è legata al Milan, dove esordì in Serie A e poi continuò sempre in Serie A ad Ascoli, quindi Como, Avellino, Ischia, prima di smettere a 28 anni a causa di problemi al ginocchio. A quel punto Ariedo Braida del Milan, per il quale era stato sempre tesserato, lo utilizzò come osservatore. Da qui nacque una carriera che ha portato Cimmino in giro per l’Italia, “ma da 17 anni vivo a San Benedetto dove mi trovo molto bene”. Per un anno allenò la Juniores Samb, due stagioni come direttore sportivo della Truentina Castel di Lama, quindi scuola calcio all’Agraria, a Centobuchi, impiegato nel settore giovanile anche dell’Ascoli ma con un intermezzo nel 2005 a San Benedetto come team manager. E dal 2009 alla Samb, fino all’anno scorso responsabile del settore giovanile, ora un gradino in su.

“Sarà importante iniziare a lavorare con i giovani, in modo da essere pronti sia per la Serie D sia per un eventuale ripescaggio in Seconda Divisione – spiega Cimmino – E comunque la squadra la faremo assieme a Palladini e con l’aiuto anche del direttore generale Spadoni. Sicuramente non tutto è da buttare anche quest’anno: ci sono almeno 4-5 giocatori di spessore”. I nomi? Facili: Pazzi, Rulli, Covelli, Di Vicino. “Ma occorre parlare con loro per vedere chi ha intenzione di restare”. E D’Angelo? “Lo conosco benissimo, forse i troppi complimenti del campionato di Eccellenza lo hanno condizionato, vedremo”.

Tra i giovani Cimmino cita “Cuccù e Carpani, che sono entrati già nell’orbita della prima squadra, ci sono altri giovani che potrebbero seguire il loro percorso, ma deciderà Palladini. Attenzione a non caricarli di troppe responsabilità. Stiamo seguendo Biancucci, anche su di lui valuteremo se reintegrarlo o farlo giocare altrove”. Per quanto riguarda il ruolo del portiere, Cimmino afferma che “Zenga è cresciuto ma dobbiamo stare attenti a non bruciare i giovani, ricordiamo cosa è accaduto quest’anno: per giocare in questo stadio non bisogna rischiare”.

“I risultati conseguiti a livello giovanile parlano per lui – afferma il dirigente Roberto Pignotti – Prepareremo un campionato consono al blasone della Samb”.

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