SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dolce è il day-after degli eletti. C’è chi esulta, chi mostra sorrisi e chi sogna nuovi incarichi. Come Giulietta Capriotti che, forte dei 352 voti ottenuti, si sbilancia: “Sarebbe bello essere riconfermata alla presidenza del Consiglio Comunale, ma mi piacerebbe ricoprire l’incarico di assessore ai Lavori Pubblici o di assessore all’Edilizia Privata”. L’ex Margherita rivendica inoltre i consensi ottenuti: “Sono voti che urlano, non voti di partito o di cordata, ma voti di miei amici che hanno voluto farmi un regalo”.

Parla di “frutto del lavoro” invece il verde Andrea Marinucci, protagonista dell’exploit alla Sentina: “E’ stato un vero boom, con 202 adesioni nel seggio 36”. Stessa lista, stesso successo per Leo Sestri, al comando con 469 preferenze: “Sono soddisfattissimo, unire Verdi e Socialisti è stata una scelta indovinata. Questa esperienza si potrebbe riproporre pure a livello nazionale e regionale. I piccoli partiti attraverso programmi comuni possono lo stesso essere determinanti. Adesso concentriamoci sul ballottaggio. La coalizione farà un’analisi e deciderà che strategia usare. Siamo dispiaciuti per Sinistra e Libertà, ma fa ugualmente parte della maggioranza, dove troverà il suo spazio”.

L’entusiasmo contagia anche il dipietrista Eldo Fanini, che si lascia andare ad un pronostico azzardato: “La vittoria del 29 e 30 maggio è scontata, non c’è paragone tra le due forze”. A proposito delll’Idv, il segretario provinciale Andrea Cardilli difende infine il 5,78% conseguito al primo turno: “Ci confermiamo secondo partito del centrosinistra a San Benedetto. Il 7,69 dei Verdi Socialisti è frutto della loro unione. E’ vero noi siamo scesi leggermente al confronto ma di fatto paghiamo lo scotto del fatto che in questa tornata elettorale i candidati erano moltissimi e dunque inevitabilmente si è abbassata la soglia dei voti”.

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