SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sorpresa e amarezza per il cambiamento di rotta del Governo che ”non era prevedibile”: è la reazione di Enrica Ciabattoni, presidente del Sindacato provinciale balneari (Sib- Confcommercio), al varo del decreto che riduce da 90 a 20 anni il diritto di superficie sulle spiagge.

”Un argomento cosi’ delicato per migliaia di imprese meritava un trattamento diverso”, sottolinea la Ciabattoni, lamentandosi del fatto che dalla vecchia versione del decreto che ”dava una corsia preferenziale ai vecchi concessionari” si e’ passati a una nuova ”che prevede l’assegnazione delle concessioni ad evidenza pubblica”.

Secondo la presidente del Sib (che riunisce diverse imprese balneari della Riviera delle Palme) il decreto sarebbe inutile e dannoso: inutile perché ”c’è già una legge che prevede la possibilità di portare a 20 anni le concessioni demaniali, dannoso perché rischia di spezzettare le stesse concessioni, assegnando ad esempio a due persone diverse lo stabilimento balneare e la porzione di spiaggia adiacente, duplicando in questo modo l’incertezza delle procedure e comportando il totale stravolgimento della conduzione delle aziende”. A rischio, quindi, sarebbe il lavoro di tutte le imprese balneari che dal primo gennaio 2016, quando scadranno le attuali concessioni, ”rischiano di andare fuori mercato per l’assalto dell’alta finanza o di capitalisti”. La presidente del sindacato provinciale annuncia che il Sib si è già attivato a tutti i livelli affinché ”si ritorni nei principi dettati una settimana fa con l’ordine giorno del Senato, e per far si che si avvii un’intesa con l’Unione Europea per definire una nuova legge quadro per il settore”.

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