SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Ultimi botti, ultime accuse. E non poteva essere altrimenti nella campagna elettorale più affollata che si ricordi. Attacchi bipartisan, inaugurati nel tardo pomeriggio di venerdì da Rifondazione Comunista in Viale Secondo Moretti. “L’unica opposizione esistente, la vera sinistra”, come ha ricordato a più battute Daniele Primavera, che si è irritato per il rumore provocato a pochi metri di distanza dalle prove audio per il concerto di Paolo Belli, in sostegno di Gaspari: “Chiediamo di essere rispettati da coloro che si professano paladini della democrazia”. Poi l’obiettivo si è spostato sulle spese conseguite in questi mesi dai vari partiti: “Da dicembre ci propinano 6×3, spot, manifestazioni. Centinaia di migliaia di euro che magari arrivano da forze economiche del territorio che sicuramente vorranno ricambiato il favore”.

Nel mirino pure la Via Crucis dei big della politica nazionale che trasversalmente hanno fatto tappa a San Benedetto. Una sorta di sfilata fine a se stessa, condita da aprioristiche beatificazioni del proprio leader e conseguente demonizzazione dell’avversario: “Sono venuti qui a non dire nulla. Si sono solo a dire a Tizio e a Caio vincerai. Che senso aveva?”.

Un punto di vista condiviso in Piazza Giorgini dal Nuovo Polo: “Per sostenere Pd e Pdl sono venuti da Roma”, ha tuonato l’ex primo cittadino Domenico Martinelli, sorvolando sui tour rivieraschi in successione di Bocchino, Cesa e Ronchi e Briguglio. “Non si voterà per cambiare un sindaco, ma per cambiare la politica”, ha affermato Marco Calvaresi. “Dobbiamo tornare padroni a casa nostra, pensando alle esigenze dei giovani e delle famiglie”.

Pd e Pdl dal canto loro hanno aspettato la serata per sparare le ultime cartucce. Polemiche già avviate negli ultimi giorni, relative all’arrivo in elicottero di mercoledì del Ministro dell’Agricoltura Francesco Saverio Romano. “La politica del centrodestra è quella degli sprechi a spese dei cittadini”, ha detto il sindaco uscente. “Anche Bersani e Rosy Bindi sono venuti con l’auto blu – ha ribattuto Gabrielli – quelli non sono soldi pubblici?”. E mentre Gabrielli ha ricordato per l’ennesima volta tutte le promesse non mantenute dall’amministrazione comunale in cinque anni, Gaspari s’è addirittura sbilanciato nei pronostici, arrivando ad auspicare una vittoria direttamente al primo turno.

Parole e propositi che lasceranno spazio prima al doveroso silenzio, ed infine al voto.

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