SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Scarico domestico e non zootecnico, presumibilmente di una ditta di spurgo che ha riversato illegalmente il contenuto di una o più fosse settiche. Anche se in maniera informale, l’Arpam ha rilasciato al Comune la comunicazione in merito all’Albula che lo scorso 5 maggio si tinse di marrone, investendo l’area circostante di un odore accostabile a quello degli escrementi di animali di allevamento.

“I cittadini segnalino subito alla Polizia Municipale questi episodi e ci aiutino ad individuare i responsabili”, ha dichiarato il capitano Giuseppe Brutti della Polizia Municipale, nel corso del resoconto della prima fase di monitoraggio dei corsi d’acqua relativi al torrente sambenedettese. Avviato lo scorso mese di ottobre, l’indagine ha per ora messo in campo 12 prelievi lungo tutta l’asta, differenziati durante l’arco delle stagioni ed in condizioni climatiche ottimali, in assenza di precipitazioni atmosferiche. “Non sono mai emersi scarichi industriali, sono infatti assenti metalli pesanti. Le indagini non sono allarmistiche, non è stata riscontrata la presenza di parametri di tipo batteriologico”.

L’obiettivo resta dunque quello di rintracciare sversamenti abusivi e di garantire un buon livello della qualità dell’acqua, specialmente nei periodi di avvicinamento alla stagione estiva.

Il progetto, realizzato in collaborazione con la C.i.a. Lab, si concluderà a fine settembre 2011. Le immissioni del tratto sambenedettese (i controlli si sono limitati alla zona di competenza) toccano quota 87. La localizzazione dei punti di campionamento è stata individuata in corrispondenza di quelli che possono sembrare i punti più critici per il medesimo torrente, ovvero in aree sottoposte a particolari impatti antropici e non, a partire dal confine col Comune di Acquaviva per arrivare sino alla foce.

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