Prendo spunto da una lettera inviateci da un nostro lettore ultra ottantenne (G. Anelli): “Bipolarismo, un modo di fare politica in maniera qualunquistica che va rigettat. I partiti veri sono: DC, PSI, PCI, PSDI, PLI, PRI e Partito Radicale. Questi sono i partiti che hanno operato in Italia e che devono tornare a dirigere il Paese come hanno utilmente fatto prima dell’invenzione del bipolarismo. E’ dalla base delle sezioni locali che vanno discussi i problemi sociali ed economici affinché i cittadini veramente detentori del potere possano raccogliere la volontà del popolo negli interessi di tutti ed in particolare dei più deboli”.

Concetti che non fanno una grinza ma con una piccola annotazione: i partiti hanno perso da diversi anni la P maiuscola ora sono esclusivamente centri di potere ove non si discute più ma si curano esclusivamente gli interessi di piccole cerchie.

Lo stesso apparente abbandono del bipolarismo nelle elezioni locali non è frutto della voglia di tornare a quel passato che Anelli auspica ma di un confuso interesse e di una smodata ambizione (con qualche eccezione) che parte, non da una serena pre-discussione sui temi più importanti, ma dall’imperativo “Sì, ma il candidato sindaco lo faccio io”. I Partiti di una volta (prima del 1960, onde evitare fraintesi) sono stati sostituiti dal federalismo ad personam

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