SAN BENEDETTO DEL TRONTO- Condannato in primo grado a otto mesi e ventisei giorni, più le spese processuali, il nordafricano che la notte del primo maggio aveva oltraggiato, leso e resistito a due agenti di Polizia all’interno del Commissariato. Per la corte del Tribunale Sambenedettese il marocchino è colpevole solo di lesioni e resistenza al pubblico ufficiale ma non di oltraggio.

Si era recato in Questura con la speranza di schiacciare un pisolino al caldo, perché a quanto pare, non ha né un fissa dimora né un lavoro. Alle sue richieste, gli agenti avrebbero fatto il loro mestiere, verificando chi fosse l’uomo chiedendo un documento, ma lui, nordafricano irregolare classe 1972, è andato su tutte le furie manifestando violenza fisica e verbale nei confronti dei due agenti che lo avevano assistito fino a quel momento.

Al processo come alla convalida del suo arresto l’uomo è stato assistito da un interprete perché non conosce la lingua italiana, ma quella notte stranamente, sembrerebbe addirittura riuscito a scandire bene il peggio che la nostra lingua insegna, con insulti e minacce raccapriccianti che hanno costretto gli agenti all’arresto.

Dopo la convalida del fermo l’uomo è stato trasferito in carcere dove vi è rimasto per sei giorni in via cautelare fino al 6 maggio, data in cui si è svolto il processo con rito abbreviato come richiesto dai suoi legali Simone Matraxia e Umberto Gramenzi.

Un anno e 2 mesi di detenzione. Questa la richiesta di condanna del Pubblico Ministero Ines Nardino per l’evidente tentativo di oltraggio, resistenza e lesioni nei confronti degli agenti da parte del marocchino. Richieste che la corte del tribunale ha accolto solo parzialmente, condannando l’imputato a otto mesi e ventisei giorni per lesioni e resistenza al pubblico ufficiale, assolvendolo in fine dal reato di oltraggio.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 188 volte, 1 oggi)