SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Chiariamo subito: a) non sono super-partes; b) per Cristina Donà ho una “cotta” musicale che dura da 14 anni; c) sono in estremo ritardo sui tempi di scrittura di questo articolo. Perciò mi è persino difficile commentare il concerto che la cantante e musicista lombarda, assieme al suo gruppo, ha tenuto lo scorso 27 aprile al Teatro Rossini di Civitanova Marche.

Adesso che non è più una “giovane promessa” ma è una donna e anzi madre; adesso che ha perso un poco di quella rabbia triste degli esordi, riguadagnata però in ironia, freschezza; adesso che Cristina Donà è sempre Cristina Donà, e quindi in teoria pronta a raccogliere gli applausi di quel che si direbbe il “grande pubblico” ma in realtà ancora adesso ammirata da uno stuolo di affezionati che, se non possono dirsi di nicchia, rappresentano certo una incomprensibile minoranza rispetto al suono per nulla elitario dell’autrice di “Invisibile“. Ma se così vanno le cose, così devono andare.

Durante l’esibizione a Civitanova Cristina Donà ha proposto integralmente le spumeggianti canzoni dell’ultimo album, “Torno a casa a piedi“, nelle quali ritornelli orecchiabili e arrangiamenti a volte scanzonati e “pepperiani” si mescolano a testi invece, spesso, malinconici anche se con un fondo, se non d’ottimismo, di speranza (“Tu credi nei miracoli che la gente può fare”). Citiamo ad esempio In un soffio: “Bambina, non vedi che ormai questo posto non ha più sapore, ma tu devi resistere, credimi, tornerò“. Forse l’album con riferimenti più politici rispetto agli altri  – anche se la realtà ha spesso fornito spunti alla Donà, dalla situazione delle donne (“Senza disturbare“) all’invasione dei media nella vita quotidiana (“the Truman show“) – ma anche quello all’apparenza più spensierato, grazie anche ai fiati che spesso rendono i brani leggeri e colorati come in una giostra dalla quale non si vorrebbe mai scendere, come da bambini.

E così è stato il concerto di Civitanova. Un concerto in parte raffreddato dai posti “teatralmente” a sedere (solo negli ultimi brani, su invito della Donà, il pubblico si è accalcato nelle vicinanze del palco), ma ancor più piacevole rispetto all’ultimo disco proprio per l’esibizione a tratti scanzonata. Proponiamo, ad ogni modo, il video di un assolo della Donà, relativo al suo primo album, Tregua, del 1997. La canzone è Risalendo. La sua voce sublime. Il testo struggente. Poco altro da aggiungere: grazie Cristina Donà.

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