SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Qui Roma, qui Bruxelles. Tra Mediterraneo e Mare del Nord rimbalzano, per ora, soltanto voci, ma la questione del demanio marittimo e della Direttiva Bolkestein rischia, a seconda dei casi, di liberalizzare la gestione del settore balneare o di far perdere il lavoro a migliaia di famiglie che pensavano, fino a tre anni fa, di poter sfruttare, come da decenni avveniva, la vigente legislazione italiana.

L’Itb Italia, associazione di Imprenditori Turistici Balneari, fa conoscere il suo parere: “Finalmente con l’articolo 5 del decreto Sviluppo emanato dal Consiglio dei Ministri viene riconosciuto il lavoro svolto in questi anni dalla nostra associazione. Abbiamo sempre trattato del diritto di superficie nei nostri convegni, incontri e riunioni. Sono idee che noi abbiamo da sempre sostenuto, in questo modo vengono valorizzate quelle imprese che hanno investito in proprio sul suolo demaniale rispettando sempre tutte le regole imposte da Governo, Regioni, Comuni e prima dal Ministero della Marina Mercantile e dalle Capitanerie di Porto. Non come altre associazioni di categoria che volevano svenderci per quattro soldi alla Comunità Europea”.

“La legge 135/2001 ha riconosciuto gli stabilimenti balneari come impresa su suolo demaniale che svolge attività di balneazione e intrattenimento – continua la nota – Ci sono persone che hanno investito grandi somme per la propria attività e ora finalmente viene riconosciuto un sacrosanto diritto. Il ministro Tremonti aveva più volte proposto il diritto di superficie, ora ha mantenuto le promesse. Noi ci auguriamo che il decreto venga al più presto convertito in legge per tornare a respirare. Comunque andare al mare, usufruire delle docce e dei bagni, prendere il sole seduti per terra rimarrà gratis come è sempre stato”.

“Gli investimenti si erano infatti fermati – fa notare l’Itb – Arrivare in questa situazione fino al 2015 significa mettere in ginocchio migliaia di famiglie e di imprese, incluso l’enorme indotto collegato. Invece noi vogliamo continuare a dare migliori servizi per mantenere all’avanguardia il nostro sistema turistico che è il migliore del mondo. Noi dell’Itb Italia, crediamo parimenti che l’Europa accolga questa risoluzione a braccia aperte perché la Bolkestein mette in crisi tutto il settore, l’unico in attivo in questo periodo di congiuntura. Speriamo che non ci siano ostacoli, a chi contesta vorremmo chiedere: “Perché pensate che dobbiamo essere sostituiti?”. In caso di applicazione della direttiva servizi arriveranno speculatori che ricicleranno denaro sporco sulle nostre spiagge. È forse meglio così?”

“E a quelli che ci accusano di pagare una cifra irrisoria per i canoni demaniali vorremmo ricordare che quella è sola una piccola parte delle incombenze che abbiamo per sostenere l’attività balneare. Ci dobbiamo occupare dell’ordine pubblico, della pulizia degli arenili, della segnaletica e del salvataggio in mare. Paghiamo la Tarsu e siamo responsabili civilmente e penalmente fino a 300 metri dalla battigia. Inoltre forniamo il primo soccorso con i nostri mezzi a chi ha bisogno. Insomma offriamo servizi importanti a vantaggio di tutti”.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 439 volte, 1 oggi)