SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Battere Gaspari, ma soprattutto scacciare l’incubo del 2006, quando un centrodestra spaccato in due si avviò verso una sonante sconfitta, addirittura al primo turno. Ecco allora puntuali gli affondi nei confronti del Nuovo Polo, ormai un refrain consolidato durante i comizi in sostegno di Bruno Gabrielli di questa campagna elettorale. Così è stato pure giovedì pomeriggio, quando all’Auditorium Tebaldini è arrivato il vicepresidente della Camera, Maurizio Lupi (Pdl). “Sarebbe un voto sprecato – ha affermato il deputato milanese – la gente lo sa”. Tuttavia ha ammonito: “I cittadini non ci perdonano l’autoreferenzialità e i litigi. Mi hanno detto che anni fa avete perso il vostro Comune per questo motivo, non perché abbiamo mal governato”.

Poco prima ci aveva pensato il vicepresidente regionale Pdl, Carlo Ciccioli, a demolire Calvaresi: “Prima di candidarsi aveva confessato alla stampa che non sarebbe sceso in campo perché la riteneva una battaglia persa. Deve essersi ricreduto. La loro forza non esiste, si dividerà in caso di ballottaggio con una parte che andrà da una parte e un’altra che andrà dall’altra”. Non troppo distante dal pensiero del presidente della Provincia Celani: “Ci danno per morti? Lo fanno per nascondere la loro debolezza. Sono un qualcosa di già visto”.

Lupi si è poi lanciato in un intervento fiume, nel quale tesse più volte le lodi del candidato sambenedettese: “Sussidiarietà, meritocrazia e tutela della sicurezza sono i suoi valori. Li condivido; un primo cittadino deve amministrare la città meglio di casa sua”.

SI’ AL NUCLEARE Applaudito dalla platea, Lupi ha ricevuto consensi pure nella sua presa di posizione in favore del nucleare: “Dai tempi di Chernobyl siamo l’unico Paese d’Europa che ha bloccato tutto. Non è possibile decidere su un tema talmente importante sull’onda dell’emotività. Serve una riflessione collettiva, no un Referendum. La classe politica deve ragionare sempre in funzione del bene comune”.

“SINDACO DISDICEVOLE” Senza mai citarlo, Gabrielli non ha comunque lesinato attacchi al diretto rivale, protagonista di 5 anni a detta sua fallimentari: “Ha aumentato il carico fiscale, la Tarsu è aumentata del 25%, sono cresciuti i costi dei servizi. Inoltre non ci sono opere pubbliche; il lungomare nord è rimasto tale e quale, con la differenza di un ulteriore balzello dei parcheggi a pagamento”.

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