RIPATRANSONE – La pioggia, tanto temuta, non c’è stata. Centinaia di ragazzi hanno aspettato di fronte all’ex mattatoio l’uscita del Cavallo. Domenica 1° maggio il paese era colmo di persone.

Salti, canti, cori che ormai fanno parte della tradizione hanno scaldato subito l’atmosfera. L’allegria tanta, il folklore di più: felpe firmate “Cavallo di fuoco”, i campanacci e fischietti, il tutto innaffiato dal buon vino ripano. Insomma una grande agitazione di popolo e non solo ripano. Alla fine si sono aperte le porte per permettere alla Congrega del Cavallo di trainare la sagoma all’esterno. L’entusiasmo è salito alle stelle.

Gli spettatori sono esplosi a squarcia gola in un : “oh mamma mamma mamma … sai perché mi batte il corazon? Ho visto il cavallo, ho visto il cavallo, eh, mammà, innamorato son!”.

E ha avuto inizio la processione che ha condotto il cavallo fino alle piazze Condivi e Matteotti. Durante il tragitto non poteva mancare il coro in ricordo del mitico Leandro, che ha tirato il Cavallo per anni. Un vero e proprio personaggio, per i ripani era “Lià lu scarpà” (il ciabattino).

Infine la piazza. Un giro intero da parte del Cavallo. Si spengono tutte le luci e… si è acceso il vero e proprio spettacolo. Pedardi di tutti i colori, dalla “coda” ai “baffi” e soprattutto dalla “girella”al grido di : “Bruciali tutti, Cavallo bruciali tutti!” I ragazzi come ogni anno hanno inseguito il loro “mito”, perché di questo si tratta, incuranti delle scintille dei fuochi d’artificio.

C’è da dire che erano presenti molti bambini, le “future leve”, già pronte con bandane o cappelli (sempre firmati “Cavallo di fuoco”). In particolare abbiamo raccolto le dichiarazioni di un papà ripano, che ha portato per la prima volta il figlioletto a vedere lo spettacolo: “Non ho ancora finito io di far baldoria durante questo giorno. Tremo (lo dice ridendo) al pensiero che tra qualche anno mio figlio ci verrà da solo!”.

Purtroppo quest’anno, spento il cavallo si è accesa qualche polemica. Nella piazza molti l’hanno definito “un po’ sottotono”. Pare, infatti, che durante la tradizionale benedizione del Cavallo, di domenica mattina, questo abbia preso la pioggia. Da quel momento all’accensione, sono passate diverse ore e probabilmente i pedardi si sono impregnati di acqua. In effetti alcuni non si sono accesi subito ed altri per niente.

Nonostante ciò, lo spirito degli spettatori si è infiammato lo stesso perché: ”Il Cavallo è sempre il Cavallo!”.

Ringraziamo per le foto Stefano Brutti

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