Pezzi grossi. Mi preme dire qualcosa, un mio semplicissimo parere, sul proliferare di onorevoli più o meno titolati (i “pezzi grossi”) che sono passati, stanno passando e passeranno a San Benedetto per convincere i sambenedettesi a votare il candidato sindaco della coalizione nazionale che rappresentano. Cosa lecita ma che sa molto, troppo secondo me, di un provincialismo che io, in qualità di cittadino del mondo, rifiuto sempre… a pelle.

Dico questo non per contestare il loro arrivo ma per il modo, per l’entusiasmo, con cui vengono accolti certi personaggi, come se fossero extra terrestri e non quelle persone che sono principali responsabili (molto più dei politici locali) del degrado della nostra povera Italia e titolari di quei vergognosi stipendi e vitalizi che tutti conosciamo bene ma che nulla facciamo per fare smettere ai nostri “pezzi grossi” di far vita da nababbi in una nazione in cui la povertà sta raggiungendo i massimi termini.

Certi atteggiamenti da parte degli aficionados dei candidati sambenedettesi non può che spronare i “pezzi grossi” a continuare nel loro comportamento come, anche, essersi aumentato, tutti d’accordo, lo stipendio di alcune migliaia di euro appena qualche mese fa. Se vogliamo che i nostri rappresentanti locali diventino come loro, bella non è. Mi piacerebbe eleggere chi auspica di andare al posto dei vari Berlusconi, Bocchino, Bersani, Di Pietro e compagnia bella per cambiarli in meglio e non per imitarli. Apriamo gli occhi per favore. Un po’ di freddezza nei loro confronti, seppur da simpatizzanti dello stesso Partito, non credo che farebbe male alla nostra democrazia.

I “Pezzi grossi” della politica sono erroneamente ritenuti dei divi  ma non lo sono alla pari di attori o cantanti che arrivano alla popolarità per capacità e studi personali, essi sono  molto simili a quelli che escono dal Grande Fratello o da Uomini e donne o da non so che. “Ti ho visto in Tv quindi sei importante e… bravo” è questo il paradigma di noi italiani che non credo abbia riscontri in altri Paesi civili anche se non ho molta esperienza per poterlo testimoniare in prima persona.

Scusate l’introduzione in un argomento che alcuni lettori hanno commentato in modo diverso e con spunti sempre di parte ma senza toccare il punto che ho messo in rilievo con queste mie osservazioni. Al limite interventi neutrali nelle campagne elettorali dei Comuni che li hanno eletti dovremmo aspettarceli dai nostri Ciccanti e Agostini i quali dovrebbero impegnarsi per far capire ai cittadini le vere necessià del nostro e loro territorio, senza parteggiare per nessuno, essendo gli onorevoli di tutti. O no?

PS Vedere poi la strumentalizzazione che fanno dei “pezzi grossi” le varie coalizioni locali mi rende ancor più pessimista per il futuro della nostra Italia. Quella provinciale e quella nazionale. Una per tutte la locandina: «Berlusconi telefona e contesta il sindaco Gaspari“, una comunicazione che, oltre ad essere di un provincialismo unico, non si capisce bene se è pro o contro Gaspari. E’ la prima volta che sento un Presidente del Consiglio dei Ministri interessarsi in modo così dettagliato di uno degli 8mila comuni italiani. Una specie di autogol? Ai posteri l’ardua sentenza.

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