SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si diceva, ad inizio campionato: Samb, Teramo e Rimini si contenderanno la vittoria. Poi invece è spuntato il Santarcangelo che si avvia meritatamente a tagliare il traguardo della promozione diretta. Il Rimini invece non è riuscito a reggere il passo dell’altra formazione romagnola, mentre il Teramo, primo praticamente per tutto il campionato, è andato in crisi nel mese di marzo facendosi superare dalle altre due formazioni. La Samb, a sua volta, è uscita fuori dal discorso promozione addirittura tra dicembre e gennaio, rischiano persino di precipitare nei bassifondi della classifica.

Ora, per ironia della sorte, il finale di campionato mette i rossoblu di fronte proprio alle due (deluse) damigelle d’onore: prima il Teramo, al Riviera delle Palme, poi il gemellato Rimini in trasferta. Soprattutto la partita di domenica prossima riveste un aspetto particolare: inutile per la classifica di entrambe, ma per entrambe molto importante almeno per l’onore. Ecco che una gara in altri momenti da sbadigli, grazie a quel poco di peperoncino dato dal campanilismo, si colora almeno di un senso. Anche perché potrebbe essere l’ultima gara di campionato giocata al Riviera delle Palme su manto erboso (se non corriamo troppo con la fantasia: ma l’ipotesi del prato sintetico si dovrebbe concretizzare).

Per , allenatore rossoblu, è anche un momento di valutazione in vista del prossimo campionato: dal suo ritorno in panchina, fatta eccezione per la sconfitta casalinga contro la Jesina, la squadra ha offerto comunque un rendimento soddisfacente.

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