SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Viviamo giorni di fulmini e saette fra ex alleati, di schermaglie di critiche fra i due schieramenti che si richiamano al centro e al centrodestra, e il sindaco uscente Gaspari (centrosinistra) ha buon gioco nel sottolinearlo. (clicca qui, qui e qui per le polemiche degli ultimi giorni fra Domenico Martinelli, Pierluigi Tassotti, Benito Rossi, con sullo sfondo il tema della candidatura di Gabrielli e del suo operato come assessore comunale nei primi anni duemila)
Se la dialettica del sindaco con Bruno Gabrielli (Pdl) è tradizionalmente accesa, stupisce il suo alzare i toni nei confronti del candidato terzista Marco Calvaresi, finora mai sfiorato dai propri missili oratori. E invece no: Gaspari stigmatizza l’eccesso di nervosismo e polemiche personalistiche (che c’è, beninteso, l’abbiamo anche scritto sul settimanale Riviera Oggi) ma non se ne può dire escluso egli stesso.
Assisto sgomento a questo imbarbarimento della politica sambenedettese e sono preoccupato per ciò che verrà fuori nei prossimi giorni, e meno male che coloro che appaiono sulla stampa per queste liti si definiscono persone moderate, tipo Pierluigi Tassotti”.

Martedì sera poi, durante la cena elettorale dell’Alleanza per l’Italia, il sindaco ha tuonato: “Gabrielli e Calvaresi perderanno, e male, ma stanno ancora cercando di capire chi dei due arriverà ultimo. Il loro successo sarà avere un voto di più rispetto all’altro. Questi due schieramenti, tutti occupati nelle loro guerre intestine e nei loro regolamenti di conti, non hanno tempo per pensare al bene della città. Io dico che sul terreno della rissa ci va chi ha paura, ma a noi non ci porteranno su quel terreno. Vinceremo al primo turno, e i costosissimi sondaggi tanto amati dagli altri a noi non servono, ogni giorno riceviamo attestati di stima dalla gente”.
Insomma, un Gaspari tutto ottimismo sull’esito della campagna elettorale, incurante persino della scaramanzia. Un sindaco che poi è tornato sul dato della spesa per le campagne elettorali, dubitando che sia realistica la cifra annunciata per sé stesso da Gabrielli (40mila euro, la stessa annunciata da Gaspari): “Dubito che riesca a stare in quella cifra, se ci mettiamo i sondaggi, i costosi ricorsi al Consiglio di Stato riguardo alle sue liste escluse dalle elezioni”.

Riguardo all’Api, Gaspari parla di “un alleato importante, che garantisce una presenza plurale nella coalizione. In questi cinque anni abbiamo fatto bene, certamente tutto è migliorabile. Diciamo che alla coalizione è mancato un centro forte e una sinistra di governo per avere un equilibrio nelle nostre proposte”.
Sul suo pallino del consentire l’apertura delle attività commerciali nei giorni festivi come 25 aprile e primo maggio, il sindaco ribadisce: “Credo che sia sbagliata la nuova legge regionale che è restrittiva e non concede deroghe agli obblighi di chiusura, ma occorre rispettarla”.

L’orazione gaspariana sull’imbarbarimento della politica è venuta fuori mentre lo stesso Gaspari citava il suo rapporto di stima con Vincenzo Rosini, ex consigliere comunale di centrodestra nei travagliati anni della giunta Martinelli, oggi capolista dell’Alleanza per l’Italia. Rosini che ha insistito su questi aspetti: “Con Gaspari dal 2001 mi lega un rapporto di empatia, abbiamo giocato a rugby assieme ma non ci frequentavamo da ragazzi. Le ideologie nella politica locale contano poco o nulla, qua conta il bene della città. Noi dell’Api in questa coalizione ci riteniamo un elemento equilibratore verso il centro, per evitare che l’equilibrio dell’alleanza fosse troppo spostato verso la sinistra per i miei gusti”.

Il coordinatore provinciale dell’Api, Gianfilippo Fortuna, ha presentato così la lista: “Molto al femminile, composta da persone che non appartengono alla politica e anche da immigrati che si sono perfettamente integrati in Italia. Il programma di Gaspari ci piace e va completato nei prossimi cinque anni”.

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