SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Gli organizzatori della Gran Fondo Maremonti del 25 aprile hanno avuto coraggio, anche se qualcuno l’aveva chiamata incoscienza, ad allestire una “maratona” ciclistica in un momento di recessione nel quale molte manifestazioni gettano la spugna. Ma il debutto della Maremonti registra un successo al di sopra delle aspettative, a cominciare dagli iscritti che sfiorano quota 600. Padrini della Maremonti l’olimpionico Yuri Chechi e Fabio Roscioli, che si schierano al via in testa al gruppo, accanto al sindaco Giovanni Gaspari e al capitano dei carabinieri Giancarlo Vaccarini.
“Lussuoso” anche l’ordine d’arrivo con due ex professionisti che svettano in cima a tutti gli altri: Alessandro D’Andrea, nel Medio, e Huber Krys, nel Lungo.
Ed è proprio quest’ultimo il mattatore con un’impresa d’altri tempi: quasi 130 chilometri di fuga, in pratica quasi tutta la corsa. Krys, infatti, allunga sulle prime rampe della salita di Acquaviva Picena, sullo slancio del primo scatto della giornata, effettuato da Calosi, il corridore polacco parte in contropiede e inizia la sua lunga cavalcata. Solo Calcagni prova ad agganciarlo ma resta alla sua ruota solo per qualche centinaio di metri: la corsa è lunga e dura, non è consigliabile rischiare il “fuori giri” subito. Krys procede con un passo impressionante, il gruppo dei migliori, che si forma alle sue spalle, insegue ma non riesce a guadagnare terreno. Nemmeno quando si assottiglia a causa della separazione dei percorsi. L’ex professionista polacco guadagna progressivamente terreno, anche quando alle sue spalle si ritrova un quartetto ben assortito e affiatato formato da D’Ascenzo, Ciccarese, Calcagni e Nikandrov. A 60 chilometri dal traguardo il vantaggio è di 3’20” e arriva a sfiorare i 5 minuti al traguardo. La suspense della gara, quindi, si riversa tutta nella volata per il secondo posto che si traduce in un lunghissimo testa a testa fra il russo Nikandrov e il campione d’Italia Ciccarese, che tagliano il traguardo nell’ordine, seguiti a pochi metri da Calcagni e D’Ascenzo. Il sesto posto va a un altro corridore straniero, Arthur Krol che vince la volata del primo gruppo inseguitore.
Cronaca appena più movimentata nella Medio Fondo dove, almeno, resta l’incertezza fino al traguardo. Davanti, infatti, ci sono D’Andrea e Fazzini inseguiti a pochi secondi da nove corridori. I due fuggono a una ventina di chilometri dall’arrivo, sulla salita verso Ripatransone, ed è subito un tira e molla, con il vantaggio che oscilla fra i 10 e i 35 secondi. Gli inseguitori danno più volte l’impressione di poter raggiungere i fuggitivi, ma procedono a singhiozzo a causa di un accordo difficile da trovare. Così sul rettilineo d’arrivo si presentano l’ex campione del mondo D’Andrea e il bikers Fazzini, per una volata senza storia che lancia il portacolori della New Limits sul gradino più alto del podio. Molto più incerto lo sprint per la terza piazza con il serrato testa a testa fra Panichi e Pierotti, finito al fotofinish.
In campo femminile la solita Michela Gorini vince il “Lungo”, al secondo posto Lorena Zangheri, terza la rientrante Monia Gallucci, vittima di una caduta. Nel “Medio” ottima prestazione di Veronica Pacini davanti all’umbra Arianna Frasinetti e a Ines Macchiarola.
Il Pasta Party a base di pesce, con mezze maniche allo scoglio e frittura, rinfranca i corridori delle fatiche sopportate sui saliscendi dell’entroterra.
Soddisfatti i dirigenti del Pedale Rossoblù, da anni impegnati nel settore giovanile, per la riuscita della manifestazione.

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