SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Inizia a delinearsi, ancora un po’ fumosamente, il panorama della stagione calcistica 2011/12 di Lega Pro, finora avvolta dalle nebbie della “riforma” fortemente voluta dal presidente Macalli. Secondo quanto scritto nella giornata di sabato 23 aprile sulla Gazzetta dello Sport, nell’ultimo Consiglio federale sarebbe stata raggiunta un’intesa di massima tra Lega Pro e Aic sulla spinosa questione della riduzione delle squadre professionistiche. Spinosa perché qualsiasi riforma andrebbe inevitabilmente a ridurre anche il numero dei calciatori professionisti: ma anche il sindacato dei calciatori sembra aver preso atto del fatto che, con così tante squadre che ogni anno soffrono di problemi finanziari, sempre più calciatori finiscono per restare senza stipendi. E quindi meglio meno squadre, ma (auspicabilmente) dalle finanze più solide.

L’intesa prevederebbe, in caso di mancate iscrizioni in Prima e Seconda Divisione (la Gazzetta parla di «una ventina» di squadre a rischio, tra cui anche società eventualmente retrocesse dalla B), una riduzione complessiva delle squadre da 90 a 76, con un format costituito da due gironi di Prima Divisione da 18 squadre e due gironi di Seconda da 20 squadre. Nel campionato 2010/11, a dire il vero, le squadre sono state 85, ma era stato già previsto di tornare a 90: le retrocessioni dalla Seconda Divisione alle serie D quest’anno saranno solo 4, a fronte di 9 promozioni dalla serie D (le prime classificate di ogni girone) alla Seconda Divisione. In Lega si pensa, quindi, che le mancate iscrizioni saranno almeno 14: e presumibilmente, in caso di un numero maggiore di defezioni, scatterebbero anche i ripescaggi (la Gazzetta parla infatti di un «blocco parziale» ai ripescaggi, grazie al «minimo garantito» di 76 squadre).

Con quali criteri? Ancora non è dato saperlo. Ciò che sembra certo, sempre secondo le indiscrezioni della Gazzetta, è che le fidejussioni saranno ancora più “salate”: passeranno da 400 a 600 mila euro per iscriversi in Prima Divisione, da 200 a 300 mila euro per la Seconda. I play-off di serie D si giocheranno (il Comitato interregionale ne ha già stabilito le date: si parte il 22 maggio, finale l’11 giugno), ma, se le regole resteranno quelle adoperate l’anno passato, non saranno l’unico criterio di cui tener conto nelle graduatorie per i ripescaggi. Il primo, oramai, è quello economico: l’anno scorso, ad esempio, fu ripescato il Campobasso, arrivato decimo, mentre la Santegidiese, arrivata alla fase nazionale dei play-off, rinunciò a chiedere il ripescaggio, al quale probabilmente avrebbe avuto diritto.

Si attendono, comunque, ulteriori certezze in merito: soprattutto sulla questione della “ripescabilità” delle squadre provenienti dall’Eccellenza, che vede il clamoroso precedente creato l’estate scorsa dalla Sanremese, al quale vorrebbero aggrapparsi società come Ancona e Fermana, in lizza per vincere il campionato marchigiano.

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