Egregio onorevole Amedeo Ciccanti,

con stima e deferenza maggiore (io sono un semplice direttore di Provincia, lei un alto rappresentante dello Stato italiano) mi permetto di rispondere accuratamente ad una sua lettera che ho letto con attenzione e che ritengo anche fuori tema, rispetto al mio ultimo DisAppunto che mantengo in primo piano, per farglielo rileggere. Prima di farlo riporto fedelmente la sua “Lettera al Direttore”:

Egregio Direttore,
ho letto con attenzione l’editoriale di ieri contro il Parlamento e l’informazione malata. Mi è sembrato però uno sproloquio strumentale e – se mi consente – molto rabberciato e contraddittorio, costruito come cornice alla vera notizia di tutto l’articolo: denunciare la stampa locale, quella cartacea, che si interessa troppo di Gaspari e Calvaresi e meno di Gabrielli. Letto al contrario questo inciso, si tradurrebbe così: Gabrielli merita più considerazione dei due o di uno dei due, così come lo stesso editoriale si sforza di fare per conto della redazione. Detto questo potrei chiudere qui, ma mi sembrerebbe scortese per il rispetto che Le devo, se non commentassi succintamente la scomposta filippica contro il Parlamento (sull’informazione farò solo qualche battuta).
PARLAMENTO. Potrei cavarmela con una battuta: chi lo ha eletto? Chi li ha messi questi 945 Deputati e Senatori su quegli scranni? Non certo il sottoscritto o l’UDC, che conta solo il 5,8% della responsabilità additata dall’editoriale. Forse la colpa maggiore sarà di quell’80% di italiani che nel 2008 votarono PD e PDL? Se è così ognuno si metta la mano sulla coscienza. A titolo di cronaca dico solo che l’UDC ha raccolto le firme su una proposta di legge che ripristina la preferenza, la quale – vale la pena ricordarlo – fu tolta in ragione di un referendum popolare. Sui privilegi dei parlamentari lascio correre; ci sono molte inesattezze e qualche falsità. Merita un discorso a parte.
L’INFORMAZIONE. Tutta colpa della stampa scritta, parlata, on-line? Oppure colpa dei giornalisti, delle penne asservite al potere economico e politico? È libertà di stampa quella de “Il Giornale”, di “Libero”, del “Fatto Quotidiano” e via discorrendo? È una stampa libera quella sovvenzionata dallo Stato o da ben noti centri di potere economico che ne ripianano i bilanci? La stampa anglosassone si autofinanzia con i lettori, quella italiana con gli imprenditori e con i soldi pubblici e poi i giornalisti pretendono di di fare la morale? Attenzione, illustre Direttore, chi è senza peccato scagli la prima pietra!
Con stima e deferenza, auguro a Lei e alla redazione i migliori auguri di Buona Pasqua.

On. Amedeo Ciccanti

IL DIRETTORE RISPONDE

MARMELLATA. La lettura della lettera mi ha dato l’immediata impressione di una persona sorpresa con le mani sporche di marmellata. Se questa mia prima considerazione le sembra troppo forte, si rilegga le sue parole nei miei confronti: “sproloquio strumentale e… molto rabberciato e contraddittorio”, che non mi sembrano degne di un onorevole, anche se in Parlamento si sente di molto peggio. Aggiungo: come si è permesso? Per non parlare di “costruito” o “strumentale” che non sono sostantivi che fanno parte del mio essere, cosa che i nostri oltre diecimila lettori giornalieri sanno benissimo. Il vissuto dice che “costruito” o “strumentale” si addicono molto più a Lei che a me.

Infatti, è oltremodo illegittima e fuori la realtà la sua insinuazione che io avrei chiesto (immagino agli elettori) più considerazione per Gabrielli che per Gaspari e Calvaresi. Caro onorevole, io e lei abbiamo l’età per non farci portare in giro e quindi comprendiamo benissimo che, seppur senza un cencio di prova (se ce le ha me le faccia notare), certe cose DEVE dirle, è costretto a dirle ma non le pensa.  La nostra linea editoriale,  dimostrabile in ogni momento, è che tutti i candidati sindaci devono partire alla pari e far valere nel tempo, in campagna elettorale e senza aiuto alcuno, le proprie prerogative e qualità. Nel mio DisAppunto ho solo e semplicemente detto che la mia lettura quotidiana di Corriere Adriatico e Il Messaggero mi fanno pensare l’esatto contrario e cioè che la loro considerazione per Calvaresi (Gaspari l’ho citato come colui che ci guadagna indirettamente ma anche che è buona strategia non toccare, per il momento, chi è più “forte” e temuto) è strettamente legata all’appartenenza (legittima) e alla loro vocazione editoriale verso due sigle (Udc e Fli)  che non credo lei sia in grado di smentire; Calvaresi c’entra soltanto di riflesso e, credo, che non gli dispiaccia trarne profitto. Continuerò a leggere attentamentamente le pagine locali sopra citate, pronto ad essere contraddetto. Se accadrà lo farò presente. Se Lei mi aiuta, molto meglio. Mi metto altresì a sua disposizione se nel mio giornale troverà “pubblicità sporca” (quella furbesca e sottile da veri esperti), a favore del candidato Gabrielli o di altri candidati. E’ difficile capire che possa esistere un giornale così libero che, come Robin Hood, considera poveri e ricchi allo stesso modo. Ci segua meglio, e non superficialmente come traspare chiaramente dalla sua lettera, e se ne renderà conto.

PARLAMENTO. Lei scrive: “Chi li ha messi questi 945 Deputati e Senatori su quegli scranni… l’80% di italiani … nel 2008 votarono PD e PDL

dimenticando due cose importanti: la prima che nel PDL c’era l’attuale FLI, la seconda che non gli italiani ma le segreterie di Partito hanno scelto tutti voi.

l’UDC ha raccolto le firme su una proposta di legge che ripristina la preferenza?”,

bene ma prima di riparlare da onorevoli e di “italiani che eleggono” vedete di tornarci in parlamento con la Legge cambiata; se ci siete ora è grazie a quella vecchia. Sui privilegi dei Parlamentari aspetto con ansia un “discorso a parte” che credo Lei non farà mai. E’ troppo furbo. Prima di elezioni poi!

L’INFORMAZIONE. Tutta colpa della stampa scritta, parlata, on-line? Sì, di quasi tutta.

Oppure colpa dei giornalisti, delle penne asservite al potere economico e politico? Sì, di quasi tutti.

È libertà di stampa quella de “Il Giornale”, di “Libero”, del “Fatto Quotidiano” e via discorrendo? No.

È una stampa libera quella sovvenzionata dallo Stato o da ben noti centri di potere economico che ne ripianano i bilanci? No e non capisco perchè lei asserisce proprio questo nel contesto di una sua lettera che ha per destinatario il sottoscritto, che contesta da anni questo specifico potere.

La stampa anglosassone si autofinanzia con i lettori, quella italiana con gli imprenditori e con i soldi pubblici e poi i giornalisti pretendono di di fare la morale? Noi rappresentiamo la prima parte, quella che si autofinanzia con i lettori, non quella italiana, e siamo giornalsti che scagliano giornalmente la prima pietra, io personalmente la scaglio da oltre 20 anni.

DULCIS IN FUNDO. In pratica lei ha asserito che l’informazione è molto più malata di quanto pensassi io. A proposito: circa 15 anni fa io, Lei e il compianto Bruno Di Odoardo ci incontrammo per fondare un nuovo giornale. Ora siamo entrambi contenti per non averlo fatto. Credo.

Tanto le dovevo con ossequio e rispetto.

In bocca al lupo per le prossime consultazioni sambenedettesi.

Nazzareno Perotti

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