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GROTTAMMARE – In vista della nuova edizione del festival dell’Umorismo, “Cabaret Amoremio!” 2011, noi di Riviera Oggi abbiamo ascoltato uno degli storici organizzatori, Valter Assenti, ex presidente dell’associazione “Lido degli Aranci” di cui tuttora fa parte.

L’associazione organizzò per la prima volta il festival dell’umorismo a Grottammare nel lontano 1983 e lo ha gestito fino al 2000: “Eravamo secondi solo al festival di Loano (Liguria)- ricorda Assenti- che non si svolge più da tanto tempo, ma anche del Cabaret Amoremio! si è persa l’anima. Il concorso per scoprire i nuovi talenti passa ormai in secondo piano rispetto allo spettacolo degli ospiti pagati profumatamente. Per noi l’ospite che vinceva l’Arancia d’Oro (il premio alla carriera) veniva gratis, gli altri ospiti riuscivamo ad averli a prezzi concorrenziali”.

Valter Assenti quindi mette il “dito nella piaga”: ad esempio nel 2010 il conduttore fu Enzo Iacchetti, l’Arancia d’Oro Giobbe Covatta, tra gli ospiti Enrico Montesano e il Mago Forest…

Contattano la nostra associazione da tutta Italia per organizzare serate di cabaret che è la nostra grande passione e del quale ci consideriamo ormai degli esperti – continua Assenti – ma a Grottammare nessuno di noi è chiamato a stare in giuria durante le serate finali. Ci occupiamo, per volontà dell’Amministrazione comunale, solo delle selezioni in tutta Italia e quest’anno ci hanno tagliato il budget del 60%, che ormai ammonta a 4mila euro”.

“Allo sforzo economico che fa attualmente il Comune, non corrisponde la crescita dell’evento – fa notare – Per carità, la manifestazione è bella, ma con tutti i soldi che si spendono, si potrebbe pensare a lanciarla in altra maniera, magari in televisione. Mi ricordo che nei primi anni ’90, quando gestivamo noi  il festival, era in giuria Giancarlo Bozzo, appassionato di cabaret e titolare di un locale di Milano, che è diventato famoso in questi ultimi anni, lo Zelig!”

La potenza del “Cabaret Amoremio!” era grande, pensate al successo che hanno avuto poi, certi vincitori del calibro di Max Giusti, Ficone e Picarra o Cacioppo, avevamo sempre il trafiletto sul Tg1. In quegli anni saremmo potuti diventare noi “Zelig”, ma i politici di allora non la ritennero un’opportunità”.

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