SAN BENEDETTO – Errata trascrizione di alcuni dati anagrafici (date di nascita) dei candidati consiglieri comunali. Errore di collazione nei fogli. Sono le motivazioni con cui la commissione elettorale ha escluso dal novero delle liste rispettivamente “La Destra-Noi Centro” e “Giovani per San Benedetto”, entrambe a supporto del candidato sindaco del centrodestra Bruno Gabrielli.
Per quanto riguarda l’esclusione de “L’Italia che Vorrei“, la commissione contesta la mancata apposizione entro le ore dodici di sabato della firma di autenticazione dei sottoscrittori.
Dunque, la lista del candidato sindaco Pino Neroni sarebbe stata in regola con tutti i requisiti, tranne che per un fatto: al momento dell’acquisizione della documentazione da parte del Segretario Generale non erano presenti le autentiche dei sottoscrittori, la firma del pubblico ufficiale cioè che vidima l’autenticità delle firme raccolte per la presentazione della lista. Fuori dall’orario massimo, intorno alle 12 e 50, si legge nel verbale, è arrivato il consigliere comunale Paolo Forlì che ha autenticato le sottoscrizioni. Ma, appunto, fuori tempo massimo. Che sia possibile una “sanatoria” fuori dai tempi massimi, “ex post”? Sarà compito del Tar fare questa valutazione, verificando anche l’ampia giurisprudenza in materia.

Stanno intanto partendo i ricorsi al Tar. I rappresentanti delle due liste di centrodestra ci dicono che nei ricorsi punteranno a criticare anche due aspetti legati a una presunta tardività: tardività del completamento delle operazioni della commissione, non avvenuta entro le 24 di domenica, dato che il verbale è datato 18 aprile.  
La seconda tardività secondo i ricorrenti sarebbe nella comunicazione dell’esclusione, che non potrebbe intervenire dopo il sorteggio della disposizione delle liste sulle schede elettorali, come invece sarebbe avvenuto.
Infine, ci dicono i rappresentanti della lista de La Destra, il loro ricorso punterà sulla presunta mancata applicazione del paragrafo 15 lettera B delle istruzioni del Ministero dell’Interno, dove si fa obbligo alla commissione, nel caso di dubbi sui dati anagrafici, di svolgere gli opportuni accertamenti, per i quali comunque fa testo il certificato elettorale che era allegato al materiale consegnato.

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