MARTINSICURO – Saranno avviate entro l’estate le analisi per la caratterizzazione del terreno inquinato di Villa Rosa. Almeno 60mila euro il costo preventivato per le prime operazioni da effettuarsi, anche se è ancora impossibile quantificare il costo complessivo dell’intervento, poiché molto dipenderà dalle procedure che andranno eseguite successivamente alla caratterizzazione. La bonifica infatti potrà essere fatta trattando i rifiuti in loco o rimuovendoli e trasportandoli in discarica.

La caratterizzazione sul terreno inquinato di via di Vittroio sarà effettuata anche nelle aree dell’ufficio postale e del distretto sanitario. “Analizzare anche i suoli adiacenti a quelli inquinati è una procedura che si effettua normalmente – ha spiegato il consigliere delegato all’Ambiente Massimo Vagnoni – e che comunque è stata concordata in un tavolo tecnico con la Provincia di Teramo, l’Arta, i tecnici comunali e l’amministrazione comunale”.

Da analisi effettuate tra il 2009 e il 2010 da ditte specializzate, è emerso che nel terreno di via di Vittorio sono presenti rifiuti speciali derivanti da scarti industriali sotterrati abusivamente alcuni decenni fa e contenenti metalli pesanti. La presenza dei rifiuti ha portato alla contaminazione della sottostante falda acquifera, dove sono stati riscontrati valori di arsenico, ferro, manganese e solventi clorurati, in valori superiori alla norma. Campionamenti per constatare lo stato delle acque sono stati effettuati anche in pozzi ubicati al di fuori dell’area oggetto dell’indagine, dove sono stati riscontrati gli stessi parametri. Successivamente il Comune ha emesso l’ordinanza di chiusura dei pozzi contaminati e ha invitato i cittadini alla cautela, consigliando di far analizzare le acque prima di utilizzarle.

Dopo aver quindi accertato la presenza di scarti industriali nel sottosuolo, i tecnici hanno ritenuto opportuno procedere con il piano di caratterizzazione, ossia degli esami più approfonditi che dovranno stabilire il grado e l’estensione dell’inquinamento riscontrato nelle indagini preliminari. Nella conferenza di servizi effettuata il 24 gennaio si è deciso che le indagini di caratterizzazione saranno estese, così come si legge nell’apposita delibera di giunta, “all’area della posta e all’area del distretto sanitario, attraverso l’effettuazione di indagini indirette e verifica della presenza di eventuali pozzi nelle suddette aree; nell’area compresa tra Via Turati, Via De Gasperi, Via Berlinguer e Via Nenni, mediante l’effettuazione di un sondaggio attrezzato a piezometro in posizione da concordare con i tecnici dell’Arta di Teramo. E’ necessario inoltre – si legge ancora nel documento – ricercare la presenza di eventuali pozzi nella zona di via Lippi a nord-ovest del sito tra i pozzi 6 e 7”.

I 60mila euro circa necessari per la caratterizzazione sono stanziati dal Comune, ma per interventi di questo tipo la Regione prevede un rimborso del 60% sul costo complessivo.

“Gli uffici competenti stanno predisponendo tutta la documentazione da presentare in Regione – ha affermato Vagnoni – per l’inclusione del sito di Villa Rosa nell’elenco di quelli potenzialmente inquinati, al fine di poter accedere ai fondi appositamente istituiti”.

Il Comune ha inoltre chiesto anche al Servizio Epidemiologia e Sanità Pubblica della Asl “ di trasmettere il proprio parere sul piano di caratterizzazione, e soprattutto in merito alla valutazione igienico-sanitaria di competenza per l’utilizzo delle acque di pozzo nelle zone circostanti il sito oggetto di caratterizzazione”. Un parere che però ancora non è stato fornito all’amministrazione comunale.

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