SAN BENEDETTO DEL TRONTO – È un sindaco Gaspari gongolante quello che presenta la “sua” lista (anche se non porta il suo nome): “Città aperta è nata da un incontro tra me e gli assessori Mozzoni e Capriotti, e poi allargata ad altri amici e persone che avevano percorso con noi un tratto di strada, o che si sono riconosciuti nella mia buona amministrazione”. Tra nomi molto conosciuti e giovanissimi, tra esperienze politiche totalmente diverse e invece chi vuole tentare esclusivamente una esperienza amministrativa senza colorarsi troppo di sigle nazionali: così c’è l’ex radicale Paolo Forlì (ma anche ex Forza Italia) così come l’ex rifondarolo (nel senso di Rifondazione: perché lui continua a dichiararsi comunista) Settimio Capriotti. C’è chi, come Pino Marcucci, ricorda quando nel 1986 Gaspari lo aiutò a fondare il circolo di Legambiente a San Benedetto, e ragazze come Enny Caponi (del 1989) e Giulia Rosini (del 1992) che al tempo non erano ancora nate. E il capolista è Walter Amante, imprenditore del mobile, presidente del Porto d’Ascoli Calcio e negli anni Novanta anche nella dirigenza della Samb.

“Con questa civica abbiamo dato alla competizione un respiro più ampio, per accogliere chi non poteva o voleva riconoscersi all’interno dei partiti tradizionali – continua Gaspari, che prevede “in caso di vittoria della coalizione un paio di consiglieri della civica, visto che basterebbe il 3-3,5% per entrare in Consiglio comunale”. E così che si innalza il Fil, che è un acronimo di nuovo conio “gaspariano” che sta per “Felicità Interna Lorda, l’obiettivo del nostro programma”.
Gianni Schiuma, così conosciuto anche se in realtà il suo nome è Giovanni D’Angelo, lancia una serie di idee: “Dobbiamo formare dirigenti giovani che fra una decina d’anni prendano in mano questa città. Io voglio una San Benedetto vincente, migliore, più colorata, più pulita”.
Paolo Forlì spiega il suo spostamento col centrosinistra: “Da sempre ho cercato di trovare spazio nella componente liberale del centrodestra: ma negli ultimi anni questa è scomparsa, basta vedere quello che sta accadendo. Così, ora, cercherò di rappresentare l’ala liberale del centrosinistra: invito chi, come me, ha sempre giudicato i due poli in maniera ideologica, di pensare, invece, al bene della città”. E arrivano frecciate velenose verso gli “ex” colleghi del centrodestra: “L’opposizione in cinque anni si è disciolta: nessun coordinamento tra i consiglieri, nessun incontro per scegliere il candidato sindaco, mentre Gaspari si produceva in centinaia di incontri coi gruppi politici, coi quartieri, per finire alle primarie”.
La giovanissima Enny Caponi, invece, punta sull’amore per San Benedetto prima che sulla politica: “Non ci interessa la destra o la sinistra, ci interessa governare bene”. Però la politica ritorna in ballo con il “comunista” Capriotti, assessore in carica che però si è diviso, durante il mandato, da Rifondazione Comunista: “Sono stanco dei sogni e delle belle parole: gli ideali restano anche miei, ma voglio lottare per metterli in pratica. Siamo stati due volte al governo cittadino, e per due volte siamo usciti dalla maggioranza”.
C’è anche Patrizio Patrizi, penna storica del giornalismo sambenedettese, adesso in pensione: “Così, libero da impedimenti deontologici, ho deciso di dare il mio apporto: soprattutto per quel che riguarda la solidarietà e il miglioramento qualitativo del turismo”.

I 24 DELLA LISTA Walter Amante, Elisabetta Angelini, Giovanna Biagini, Roberto Bovara, Enny Caponi, Settimio Capriotti, Marco Curzi, Giovanni D’Angelo (Gianni Schiuma), Davide De Rossi, Paolo Forlì, Angelo Gabrielli, Elvezio Grandoni, Giorgio Guerriero, Patrizia Laiozzi, Alceo Lucidi, Giuseppe Marcucci, Domenico Mozzoni, Bernardina Napoletani, Federico Palestini, Patrizio Patrizi, Valerio Pignati, Vittoriano Quinzi, Giulia Rosini, Stefania Talamonti.

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