MARTINSICURO – Si parla di terza età, di assistenza agli anziani e di servizi sociali nel convegno organizzato per sabato mattina 16 aprile alle 9,30 in sala consiliare a Martinsicuro. L’incontro, dal titolo “La terza età e l’integrazione delle politiche socio sanitarie: i risultati del progetto Prospera e i modelli di innovazione” è organizzato da Confcooperative Abruzzo in collaborazione con la K_Shift srl, che ha realizzato per conto dell’Unione dei Comuni il progetto “Prospera” (progetto sperimentale anziani) finanziato dalla Regione Abruzzo.

Il progetto ha voluto favorire la qualificazione delle cosiddette badanti, con l’emersione del lavoro nero, e al tempo stesso creare un vero e proprio registro delle badanti, un servizio innovativo e sinonimo di garanzia e di professionalità per le persone assistite. Le partecipanti al progetto sono state anche formate attraverso il corso per “Assistenti familiari”, realizzato dalla Leadercoop Formazione, al quale hanno preso parte 60 badanti che così hanno potuto iscriversi al registro creato nell’ambito del progetto.

Ad introdurre il dibattito sarà Giampiero Ledda, presidente di Confcooperative Abruzzo, mentre a discuterne come relatori ci saranno Ernesto Albanello (Leadercoop Formazione Srl), Emiliano Vaccari (K_Shift Srl) e Annamaria Casini (Lynx srl). A portare i loro saluti alla platea interverranno il sindaco Abramo Di Salvatore, e l’assessore al sociale Marcello Monti, il presidente dell’Unione dei Comuni Alberto Pompizi, l’assessore provinciale alle Politiche Sociali Renato Rasicci e il consigliere regionale Emiliano Di Matteo. A moderare il dibatitto sarà Maurizio D’Amario della K_Shift srl mentre a trarre le conclusioni del dibattito interverrà Nicoletta Verì, presidente della V Commissione Affari sociali e tutela della salute della Regione Abruzzo.

Attraverso i dati raccolti con il progetto Prospera è emerso che in Val Vibrata il numero delle badanti, regolari e non regolari presenti si attesta verosimilmente intorno alle 500-700 unità.

Varie sono le modalità di reperimento sul territorio della figura della bandante, una su tutte predomina sulle altre: il passaparola. Sono le reti informali a determinare l’incrocio tra domanda e offerta di lavoro nel mercato delle badanti. Sembra esservi una naturale propensione a scegliere assistenti provenienti dell’est Europa (Polonia, Romania. Bulgaria, etc.), Molto spesso discriminate risultano essere, invece, le donne di colore a causa di una mancata accettazione delle stesse da parte dell’anziano, frutto di un retaggio culturale ancora presente sul territorio nazionale, specie tra le fasce più anziane della popolazione.

Le mansioni richieste alle badanti non si limitano esclusivamente a tutte quelle riferibili direttamente alla cura della persona. Non sono rari i casi in cui alle badanti è demandato il compito di occuparsi dei lavori domestici nella casa dell’assistito e di svolgere commesse all’esterno dell’abitazione.

Tutti i risultati della ricerca sono presenti sul sito dell’Unione dei Comuni Val Vibrata.

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