Stampa e internet. Replicavo così qualche minuto fa ad un commento nel quale un lettore paventava nostre “simpatie” verso il centrosinistra (ci mancava!): quanto è dura l’imparzialità. E, per forza di cose, devo tornare sulla questione avanzata l’altro giorno da un politico sambenedettese della giunta Gaspari: “Riviera Oggi è di parte, tifa Gabrielli, ce l’ha con noi…”.

Ieri mattina discutendo con un responsabile dello stesso schieramento politico, alla mia richiesta di conferme sulla nostra… parzialità, mi è stato risposto che non è vero che “tifiamo” per il centrodestra bensì per Rifondazione Comunista e Movimento 5 stelle. Da un’altro rappresentante dello stesso schieramento la considerazione (finalmente) che stiamo interpretando bene il nostro lavoro.

Buon segno di pluralità di opinioni che apprezzo (nessun ironia per favore in quanto stimo gli autori delle esternazioni) perché significa che non c’è un fronte compatto che osserva la quotidianità con i paraocchi. Cosa buona e giusta. Un’unica cosa però li accomuna: hanno rappresentanto il potere nell’ultima legislatura sambenedettese. Il punto è tutto qui ed una trasmissione radiofonica su Raitre di questa mattina mi è venuta incontro.

E’ stata definita come democrazia compiuta la possibilità che Internet dà ai cittadini, quella di confrontarsi anche su posizioni estremamente diverse, a volte al limite di forti incazzature (o di minacce di abbandono della discussione) tra le parti ma dando la possibilità a tutti i lettori di trarre conclusioni in piena libertà. Nella nostra pagina riservata ai commenti viene riprodotta perfettamente questa realtà (Primavera vs Gundam su tutte) per cui possiamo ben dire che Riviera Oggi sta contribuendo alla realizzazione di una democrazia compiuta.

L’altra considerazione che mi (ci) conforta l’ho tratta dalla risposta di un grande esperto di comunicazione (non ricordo il nome) al conduttore telefonico che gli aveva chiesto un parere sull’evoluzione della stampa italiana. “Il vero giornalismo si fa in Gran Bretagna dove l’intervistatore è sempre duro con chi ha davanti senza riverenza alcuna, rispettando il vero senso del difficile mestiere del giornalista, quello di essere un… cane da guardia del potere“. In Italia, invece? “Per l’Italia è possibile semplificare il mio pensiero con queste parole: è un… cane al guinzaglio del potere“.

Chiaro che certe considerazioni nei nostri riguardi ci fanno sentire più britannici che italiani. E’ la mia (nostra) risposta ai democratici e diversificati pensieri nei nostri confronti da componenti dell’attuale potere sambenedettese, dei quali ci riteniamo semplicemente e doverosamente… cani da guardia. Domani, chissà, gli stessi ci faranno solo complimenti ma, sinceramente, non glielo auguro. Perchè si capisce.

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