TERAMO – Per l’omicidio di Emanuele Fadani avvenuto l’11 novembre 2009 all’esterno di un pub di Alba Adriatica, il gup di Teramo Giovanni De Rensis ha condannato a dieci anni di carcere Elvis Levakovic, il rom di 22 anni che aveva ammesso di aver sferrato il maglio mortale al volto del commerciante di 39 anni di Alba Adriatica, riconoscendo l’omicidio preterintenzionale mentre ha assolto gli altri due rom, Danilo Levakovic e Sante Spinelli presenti la notte del pestaggio. Il processo si è svolto con il rito abbreviato. La famiglia del commerciante assassinato, alla lettura della sentenza ha protestato con veemenza. La procura di Teramo aveva chiesto trent’anni, il massimo della pena prevista con il rito abbreviato, per ognuno dei tre giovani rom accusati di omicidio volontario aggravato.

La difesa aveva invece chiesto la derubricazione in omicidio preterintenzionale. Al processo l’accusa era sostenuta oltre che dal sostituto Roberta D’Avolio anche dal procuratore capo Gabriele Ferretti. La famiglia Fadani si è costituita parte civile al processo come anche l’amico di Emanuele presente la sera del delitto, il quale venne aggredito finendo in ospedale.

Diverse le reazioni in tribunale dopo la lettura della sentenza: i familiari di Fadani piangono e gridano “vergogna” mentre i parenti dei rom esultano e applaudono, affermando che “la giustizia esiste”. Presente in aula anche la famiglia di Antonio De Meo, lo studente di Castel di Lama ucciso a pugni a Villa Rosa da tre rom due mesi prima dell’omicidio di Emanuele. “Per le vittime non c’è giustizia” commenta la madre di Antonio.

I legali della famiglia Fadani hanno già annunciato di presentare ricorso contro la sentenza.

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