SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Le Fiamme Gialle della Compagnia di San Benedetto del Tronto hanno concluso gli approfondimenti ispettivi avviati con l’operazione a contrasto del gioco d’azzardo “Slot games” che a fine giugno 2009 aveva consentito l’individuazione di una capillare gestione illecita di apparecchi e congegni da divertimento ed intrattenimento da parte di diversi esercizi commerciali in particolare lungo la fascia costiera dei comprensori territoriali di San Benedetto del Tronto e Grottammare.

Il dispositivo, pianificato e coordinato dal Comando Provinciale di Ascoli Piceno, era scattato in piena notte attraverso un blitz determinante il sequestro ad Ascoli Piceno, San Benedetto del Tronto, Grottammare e Castorano di 24 apparecchi da divertimento ed intrattenimento, tra i quali sette postazioni per il gioco d’azzardo denominate “Net-shop” collegate ad uno specifico sito internet di “Casinò on line” e la denuncia a piede libero all’Autorità Giudiziaria di 8 persone, tra titolari degli stessi esercizi pubblici e gestori/proprietari degli apparecchi illeciti, responsabili delle violazioni di carattere penale contemplate dagli articoli 718 “Esercizio di giochi di azzardo” e 719 “Circostanze aggravanti dell’esercizio di giochi di azzardo” del Codice Penale, 17 e 110 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza; le Fiamme Gialle avevano effettuato anche contestazioni di carattere amministrativo per complessivi 45.000 euro, seguite, a breve distanza, dalle ulteriori sanzioni di chiusura dei locali detentori degli apparecchi illeciti, per effetto dei provvedimenti adottati dal Comune di San Benedetto del Tronto.

Giovedì l’operazione si è perfezionata con le verifiche fiscali a carico dei gestori e dei proprietari degli apparecchi illeciti, che hanno consentito di far emergere situazioni di globali inadempienze fiscali che hanno riguardato tutti i settori impositivi. Individuato un “evasore totale”, un “evasore paratotale” e due lavoratori completamente “in nero”, scoperte masse impositive sottratte all’Erario per complessivi 2.125.000 euro, violazioni all’I.V.A. per 408.000 euro, omessi versamenti di contributi previdenziali per 5.300 euro ed omessi versamenti di imposte varie (I.R.Pe.F., I.C.I. ed I.R.A.P.) per 2.500 euro. Segnalati infine agli Uffici impositivi anche oltre 2 milioni di euro quale base imponibile sottratta all’Imposta sul Reddito delle Attività Produttive (I.R.A.P.) ed un ulteriore milione di euro quale base sulla quale effettuare il calcolo del Prelievo Unico Erariale (P.R.E.U.) dovuto per effetto della messa in esercizio degli apparecchi da divertimento ed intrattenimento sottoposti successivamente a sequestro.

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