SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Distanza di vedute tra la Regione Marche e gli imprenditori locali in merito alla questione delle energie alternative. Tesi differenti che sono state rese note nel corso di “Energia a perdere”, il convegno sulle fonti rinnovabili organizzato dall’istituto di ricerca Iiris.

“Quando si parla di rinnovabili dobbiamo includere gli impianti fotovoltaici, eolici, a biomasse ma anche tanti altri”, afferma l’assessore regionale all’Ambiente, Sandro Donati. “Per quanto riguarda il fotovoltaico la Regione ha posto uno stop sul proliferare degli impianti sui terreni agricoli perché non è possibile deturpare il territorio anche in considerazione dell’impatto che possono avere da un punto di vista turistico, settore su cui dobbiamo necessariamente puntare. Abbiamo rimodulato i parametri con regole ben precise, incentivando con lo stanziamento di fondi la costruzione di pannelli su capannoni industriali e parcheggi, piuttosto che nei campi”.

Eppure c’è chi come Giovanni Cimini, titolare della “Western & Co” e Presidente della sezione Ambiente di Confindustria, non pare entusiasta. Anzi critica le istituzioni: “Ci scontriamo con poca competenza e difficoltà nel recepire questi temi. Nelle Marche abbiamo 1,39 metri quadrati di suolo occupato dai pannelli per ogni chilometro quadrato. Per arrivare all’autosufficienza energetica serve appena l’1,5%. La Regione ha imposto delle limitazioni che però avvantaggiano i grandi gruppi e penalizzano le piccole imprese”.

Riguardo all’eolico invece, Donati è chiaro: “Il nostro territorio non è ventoso. Le Marche non sono la Puglia e l’idea di possibili pale da piazzare in mare, a largo, non è per niente percorribile. Sulle biomasse, al contrario, di solito vi è una levata di scudi generale da parte di sindaci, associazioni, comitati quando invece una piccola centrale inquina allo stesso modo di un caminetto domestico”.

“I pannelli solari sono da incentivare, ma non nei terreni agricoli”, asserisce a sua volta il presidente della Provincia, Piero Celani. “Penso particolarmente ai parcheggi o sui tetti di capannoni”. Sorprende infine la presa di posizione di Bruno Gabrielli, candidato sindaco del Pdl e assessore provinciale al Turismo, che nonostante il periodo decisamente di controtendenza si spende ugualmente in favore del nucleare: “Lo sviluppo presuppone che verrà consumata sempre più energia. E’ un discorso difficile da gestire. Io sono favorevolissimo alle energie rinnovabili ma non è la soluzione. A mio avviso bisogna prendere esempio da nazioni come la Germania che fa coesistere energie alternative con altre energie, compresa quella dell’atomo”.

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