Da Riviera Oggi numero 865 in edicola

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Il succo di cinque anni dell’amministrazione Gaspari? Non serve la fantasia: è tutto scritto qui, con cifre e numeri, nel bilancio consultivo approvato all’ultimo Consiglio Comunale. Eppure non se ne parla, nessuno ne sa nulla, nessuno ne discute: noi italiani preferiamo litigare per rigori e fuorigioco”: Giorgio De Vecchis, agguerrito consigliere comunale di opposizione in quota Fli (ha il “record” di interventi in Consiglio, ma sembra non si ricandiderà), si presenta nella nostra redazione con la relazione tecnica del Bilancio 2010 ma anche, per par condicio, quella del Bilancio 2005, atto di commiato o quasi della giunta Martinelli.

E sono numeri e dichiarazioni che fanno (o farebbero) male alla giunta Gaspari e all’assessore al Bilancio Antimo Di Francesco, che naturalmente invitiamo, se lo vorranno, ad ulteriori precisazioni.

SEMPRE PIU’ SPESA CORRENTE Per chi non si intende di termini tecnici, la spesa corrente è costituita da stipendi, consulenze, interessi passivi, servizi (ad esempio la raccolta dell’immondizia). A differenza degli “investimenti” (opere, asili, nuove strutture) o “spese in conto capitale”, rappresentano nella vulgata comune la cosiddetta “spesa improduttiva” (anche se ovviamente gran parte della spesa corrente è assolutamente necessaria e ineliminabile, e in qualche caso connessa ad un investimento: ad esempio se si realizza un asilo, occorrerà pagare chi ci lavorerà e lo terrà pulito).

“Durante gli anni di Martinelli ci siamo sforzati di non aumentare questo dato” spiega De Vecchis, indicando la tabella che mostra chiaramente un andamento lineare o quasi: 39.582.894 euro di spesa corrente nel 2001 a decrescere leggermente fino ai 38.949.972 del 2004, per poi salire ai 40.290.730 euro del 2005, “ma qui la giunta fu in carica fino a metà anno, probabilmente poi qualcosa è sfuggito al controllo”.

E la giunta Gaspari? “Parte dai 38.645.518 euro del 2006, quando si è insediato a luglio e comunque gestiva un bilancio già ingessato dal Commissario, per poi impennarsi: 42.450.511 nel 2007, 44.809.735 nel 2008, 47.496.739 nel 2009, 48.276.538 nel 2010“. Un incremento, su 5 anni, del 24,92%: “Certo, posso capire una spesa corrente maggiore di tre milioni per qualche servizio in più: il centro Alzheimer, le gare per i servizi sociali, un milione in più per la raccolta differenziata… Ma qui parliamo di quasi 10 milioni di euro all’anno in più… Dove sono finiti?”

SPESE IN CONTO CAPITALE Non sono sicuramente finiti negli “investimenti”. Le spese in conto capitale (piazze, asili, opere pubbliche…), sono diminuite di circa 13 milioni di euro durante il mandato Gaspari rispetto a quello Martinelli: 61.788.000 per Martinelli, 48.815.000 per Gaspari, -21%: “Si è investito meno, si è realizzato meno, ma si è speso di più”.

ENTRATE CORRENTI “E si è  speso di più perché si sono aumentate le tasse, al massimo per l’addizionale Irpef, l’Ici, la Tarsu. Quindi tutto il contrario di quello che volevamo: più tasse, più sprechi, meno investimenti“. C’è da specificare: “L’Ici sulla prima casa è stata abolita, ma questo taglio dai tributi ai propri cittadini è stato compensato da un trasferimento corrente dallo Stato ai Comuni”. Una partita di giro sostanzialmente a pari però se si considerano le prime tre voci delle “Entrate”, le Tributarie, i Contributi e Trasferimenti Correnti, le entrate Extratributarie dove comunque il numero complessivo è in aumento: dai 42 milioni di euro del 2001 agli oltre 43 del 2006 per finire ai 50.123.886 euro del 2010 (+16,1% rispetto al 2006).

INTERESSI E INDEBITAMENTO Martinelli, spiega De Vecchis, “ha inoltre ereditato il forte indebitamento del secondo mandato Perazzoli, che sta via via scendendo anche ora grazie ai vincoli statali imposti. Con Martinelli si pagavano forti interessi, mentre ora il tasso è sceso su un ammontare sempre più: questo significa che Martinelli aveva una incidenza degli interessi passivi sulle spese correnti molto più alta di quella sostenuta da Gaspari. Il quale, nonostante questo beneficio, spende e spande più di prima”.

DIPENDENTI Interessante anche verificare l’andamento dei dipendenti comunali dal 2001 al 2010. Erano 431 nel 2001, per poi seguire questo percorso: 386 nel 2002, 370 nel 2003, e poi 404 nel 2004 e stesso numero nel 2005. Nel 2006, primo anno di Gaspari, sono 392, quindi 384, 381, e poi risalire ancora: 398 nel 2009, . La spesa comunque è stabile grazie anche alla “stretta” dello Stato centrale.

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