SAN BENEDETTO DEL TRONTO- L’ex dirigente dell’istituto Alberghiero Giovanni D’Angelo ritorna a Palazzo di Giustizia per fatti avvenuti nel 2009 e riguardanti una presunta violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza nei confronti di una docente. Un professore della scuola, in veste di testimone per la difesa di D’Angelo, ha smentito ogni accusa nei suoi confronti, ma a tali dichiarazioni i legali di parte civile hanno sollevato dubbi sulla testimonianza. Una copia del registro di classe potrebbe smentire la sua deposizione? Ma andiamo avanti.
Il caso verrà discusso a dicembre solo dopo le dichiarazioni dell’imputato, ex dirigente dell’istituto Alberghiero “Filippo Buscemi”.

Il fatto che ha condotto l’ex dirigente D’Angelo in Tribunale sarebbe accaduto all’interno dell’istituto Alberghiero il 16 novembre del 2009 e poco prima che la docente e parte lesa al processo timbrasse il cartellino.
Secondo le dichiarazioni della donna, rese in aula il 15 febbraio scorso, quella mattina avrebbe incontrato per caso e prima delle lezioni una collega della segreteria, e nell’occasione le avrebbe mostrato un documento privato. In quel frangente, l’allora preside D’Angelo sarebbe arrivato alle spalle, e strappando dalle mani della segretaria la lettera l’avrebbe letta senza consenso.
Tale versione fu confermata dalla stessa addetta di segreteria.

L’8 aprile il caso è ritornato a Palazzo di Giustizia per ascoltare i testimoni della difesa dell’ex dirigente. Uno ed unico testimone, un docente di materie tecnico pratiche che la mattina in cui accaddero i fatti, a suo dire, non lavorava ma si sarebbe trovato nell’ufficio del D’Angelo per ultimare un “progetto”, quando per ritirare un documento si sarebbero diretti insieme in segreteria.
Nel tragitto avrebbero incontrato le due colleghe, che alla presenza del preside avrebbero mostrato quel documento quasi per giustificarsi.
Dunque non ci sarebbe stata nessuna lettera strappata dalle mani e nessuna forzatura o rifiuto, secondo il teste della difesa, che ai tempi era uno stretto collaboratore del D’Angelo.

A tali dichiarazioni la parte civile ha manifestato dubbi e perplessità. Nelle loro mani (ora depositate agli atti del processo), uno stralcio del registro di classe appartenente a quella giornata che dimostrerebbe che il testimone sarebbe stato a svolgere le sue regolari funzioni da docente e che non si sarebbe trovato fuori servizio come aveva dichiarato alcuni minuti prima, “in compagnia dell’ex dirigente per ultimare un lavoro”.

A dicembre il caso ritornerà nelle aule del Tribunale rivierasco con le dichiarazioni dell’imputato e le conclusioni dei legali prima del verdetto.

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