CUPRA MARITTIMA – La rassegna “Troppo! La Galleria Marconi esagera!” non smette di proporre appuntamenti interessanti. Realizzato dalla Galleria Marconi appunto, in collaborazione con il Comune di Cupra Marittima assessorato alla cultura, domenica 3 aprile è stata inaugurata l’ultima mostra facente parte del più ampio progetto “NaturaCultura”, intitolata “Snaturati”. L’esposizione è curata da Gloria Gradassi e raccoglie i lavori di Daniele Camaioni, Giulia Corradetti, Rocco Dubini, maicol e mirco, Ivana Spinelli, Rita Soccio e Rita Vitali Rosati. Gli artisti attraverso queste opere osservano la natura da posizioni differenti, ponendo domande o tentando soluzioni.

Spiega infatti la Gradassi nel suo testo critico: “Rocco Dubini accende in senso letterale un termosifone di cera, metafora di energia e natura. Sottraendo il termosifone al suo uso quotidiano, restituisce il senso del calore ad una dimensione intima e naturale. Ivana Spinelli in questa mostra è presente con un disegno ispirato alla sezione di una radice al microscopio. Il disegno è diviso a metà, una parte è inchiostrata e nettamente visibile, l’altra parte è quasi trasparente e invisibile, tracciata con una matita. In questo modo la Spinelli vuole metterci in guardia rispetto ad un atteggiamento troppo pilotato dai media dell’emergenza ambientale ed invitandoci a rifondare un’idea più profonda di natura”.

“Il senso delle privazioni – prosegue la critica – torna poi nelle sottrazioni di paesaggio messe in opera da Rita Soccio. Porzioni di terra viste dal satellite dalle quali scompaiono dei fazzoletti che diventano aree vuote, veri e propri furti di natura che alludono allo sfruttamento dei terreni attraverso la loro occupazione con i pannelli solari, che di fatto cancellano le aree verdi. Di natura in senso umano ci parla Rita Vitali Rosati che mostra un’immagine di una balleria, metafora di delicatezza e armonia, la cui essenza è chiusa nella violenza di una corda che le stringe i polsi dietro la schiena. Il messaggio è chiaro: è l’uomo a scatenare violenze contro se stesso”.

“L’immaginazione surreale di Daniele Camaioni invece conduce lo sguardo in paesaggi post apocalittici. Usa il mezzo digitale per simulare visioni di luoghi in cui la natura, elemento base del suo immaginare, è reinventata, scomposta e ricomposta in forme diverse. Materia digitale è anche l’oggetto delle elaborazioni di Giulia Corradetti. Ridisegna nuove forme viventi, cercando un’armonia tra tecnologia e natura, immaginando un possibile futuro in cui il biologico e l’artificiale avranno trovato un loro equilibrio. Maicol e mirco infine – conclude la Gradassi – inventano un pianeta fatto di vegetali e rocce in cui tre figure elementari cercano di sopravvivere. L’artista vuole porre una domanda insistente sull’identità dell’uomo considerato nel contesto naturale: gli essere che sbucano tra il fogliamo vegetale sembrano persi ed incapaci di trovare il posto adatto a loro”. È possibile ammirare la collettiva fino al primo maggio tutti i giorni dalle ore 16 alle 20 esclusa la domenica.

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