Come promesso nei giorni scorsi, abbiamo intervistato Giorgio De Vecchis per conoscere la sua reazione dopo che Nuovo Orizzonte Italiano (N.O.I.) lo ha indicato come il loro possibile leader.

“Innanzitutto una premessa, leader è un termine  che a me non piace –ha anticipato l’ex presidente del consiglio comunale sambenedettese- per cui lo rifiuto, la mia parola preferita è partecipazione”

Significa che non accetta la loro richiesta?

“Sto riflettendo. Comunque ci incontreremo uno di questi giorni e, nel caso dessi il mio assenso definitivo, cercherò di mettere a frutto la mia lunga esperienza nel mondo della politica, nulla di più”

A proposito, mi tolga una curiosità: nel mio lunghissimo cammino di giornalista non ho mai ascoltato critiche mirate nei suoi confronti ma solo complimenti eccetto il fatto che viene definito un rompiscatole… per chi è al potere. Significa che è bravo a nascondere i suoi difetti?

“Bè, nel suo giornale un lettore, in un commento, mi ha definito persona che sa solo protestare e che non mi piacerebbe assumermi responsabilità di gestione. Non ho risposto perché lo ha già fatto lei per me, replicando che non esistono persone alle quali piace soltanto obbedire o protestare. Sono d’accordo. A proposito di difetti ne ho tanti come tutti ma probabilmente non ho quello di considerare la politica un mezzo per realizzarmi (in tutti i sensi) o per fare carriera”

Forse per questo viene in certo senso considerato un “perdente” in un mondo dove i migliori sono persone senza scrupoli, con scarsa cultura e più furbacchioni che intelligenti?

“Guardi che nella politica, quella vera, non c’è chi perde e chi vince ma soltanto chi fa il bene (o il male) di una comunità. E chi mi considera un perdente o è poco informato o perché gli do così fastidio che usa termini fuori luogo per cercare di liberarsi di me”

Allora non è vero che in molti lo hanno cercato per mettersi in lista?

“E’ vero e come. Anche chi  io ho spesso contestato democraticamente nel mio percorso politico. Magari ci hanno provato soltanto  per… non avermi contro.”

Torniamo al vero motivo dell’intervista e quindi all’invito che le ha rivolto N.O.I.

“Innanzitutto ne sono lusingato per cui ringrazio Alessandro, Nazzareno e Roberto per le belle parole che hanno speso nei miei riguardi. Credo quindi che mi metterò a loro disposizione perché li seguo da tempo ed ho notato in loro capacità non comuni oltre ad un senso della società, quindi anche della politica, che approvo al 100%.  So anche che altri li avrebbero voluti in lista e che non hanno accettato perché vi hanno visto segnali (piccoli e grandi) poco confortanti per poter puntare ad un cambiamento vero. Un motivo che mi lusinga ancor più perché la mia scelta definitiva di non entrare in nessuna lista elettorale scaturisce da ragioni molto simili alle loro”

Accetterà, quindi, di far parte di Noi?

“Probabilmente sì e porrò una sola condizione: nessuna mira elettorale immediata; prima di misurarsi con il consenso popolare ritengo che sia necessario un periodo di almeno due anni durante il quale si dovrà mettere in pratica quello che ora viene detto con tante belle parole. N.O.I. dovrà far parlare i fatti con idee, progetti, prese di posizione e un forte impegno sociale”.

Sa che, invece, qualcuno sta avanzando l’ipotesi maligna che la “nomina” di NOI è nata dalla sua voglia di riciclarsi, togliendo provocatoriamente ai promotori la paternità  della proposta…

“Bestemmia più grande non l’avrei voluta sentire. Innanzitutto perché io ho appreso la cosa dal vostro giornale qualche giorno dopo che avevo ufficialmente lasciato il terzo polo di Calvaresi senza che prima avessi avuto un contatto seppur minimo con Alessandro e gli altri. Poi chi afferma queste cose non è solo cattivo ma anche stupido. Io avrei rifiutato l’invito di candidarmi con liste nelle quali, in caso di vittoria, un posto di assessore ce l’avevo assicurato per mettermi a disposizione di un Movimento che, fino a qualche giorno fa, era composto da sole tre persone? Sono costretto a ripetermi: sono interessato a NOI soltanto se inizierà un processo di impegno sociale, che ritengo il primo dovere della politica, senza mete immediate e con la promessa che lo spirito di oggi resti lo stesso che ha animato la loro decisione di creare un soggetto, la cui meta principale è quella di un cambiamento reale e non fittizio o strumentale. Per constatarlo e rendere tutto ciò visibile ci vuole tempo”

Avete fissato un incontro?

“Abbiamo avuto un contatto telefonico e probabilmente ci vedremo a fine settimana. Non c’è ancora una data precisa ma un primo incontro-confronto è necessario, prima di indire una conferenza stampa, se la riterremo necessaria”

Ultima domanda: pur non partecipando alla prossima competizione elettorale, direte la vostra sulle necessità che ha San Benedetto, suggerendo magari progetti e soluzioni?

“E’ troppo presto per dirlo anche perché un organismo che intende cambiare in meglio la politica deve farlo in modo partecipato ed io sono il meno indicato a darle una risposta, dato che non è stata fatta nemmeno una riunione tra tutti gli aderenti. L’unica cosa che mi auguro è che tutti gli organi di informazione non trascurino l’importanza di questo innovativo soggetto politico come pare stia accadendo adesso”

Grazie e in bocca al lupo a lei e a Nuovo Orizzonte Italiano.

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