SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il moletto alla foce del torrente Albula si potrà fare, ma con la modifica progettuale che comporta il mancato dragaggio della sabbia sulla foce stessa.
Sono le ultime indicazioni date dai tecnici della Soprintendenza ai Beni Ambientali che martedì mattina hanno compiuto un sopralluogo a San Benedetto, per fornire indicazioni nell’ambito del progetto di recupero e riqualificazione della foce dell’Albula, messo a punto dall’architetto del Comune Farnush Davarpanah e seguito dall’ingegnere Enrico Offidani.
L’escavo della foce, in sostanza, è stato ritenuto un intervento troppo impattante nell’ambito di una zona che è formalmente a stretta tutela ambientale e paesaggistica.
Il cosiddetto “pennello” altro non è che un molo di qualche decina di metri che dovrebbe partire dalla sponda sud della foce, comportando la perdita di solo qualche metro di spiaggia libera, ma proprio nell’area che, specificano i tecnici del Comune, non viene mai fruita dai bagnanti in quanto spesso sporca per via dei detriti trasportati dal torrente.
Lo scopo di questa opera è quella di incanalare e non far stagnare sottocosta le acque del torrente, che sovente trasportano detriti dalla collina.

Comunque la realizzazione del “pennello” non appare essere immediata. Tantomeno lo sarà un’altra opera nella zona della foce, che già aveva avuto l’ok della Soprintendenza nelle precedenti riunioni. Si tratta dell’allargamento della scogliera nei pressi del monumento al Pescatore. Verranno disposti dei nuovi massi verso l’esterno, in modo da rendere più distante la spiaggia dalla strada, evitando danni possibili durante le forti mareggiate.
C’è l’ok anche per il miglioramento dell’area verde a nord della spiaggia libera, quella dove ci sono il parco Bau e il “Salta Salta”. Secondo quanto emerso più volte dalle intenzioni del Comune, nell’area saranno realizzati anche dei piccoli tunnel dentro i quali potranno essere installati bar e attività commerciali.

Comunque, parlando con i tecnici del Comune che seguono il complesso iter, trapela una certa soddisfazione. Le prescrizioni della Soprintendenza non vanno a intaccare in toto un progetto sul quale uffici e consulenti esterni hanno lavorato negli ultimi anni e che rientra nell’ormai lungo iter di riqualificazione dell’intero tracciato dell’Albula per il quale il Comune ottenne nel 2004 due milioni e mezzo di euro di finanziamento statale procurati dall’allora senatore dell’Udc Amedeo Ciccanti. A monte, con la realizzazione di casse di laminazione che servono per mitigare gli effetti delle piene e dare una maggiore sicurezza idraulica. Nel tratto urbano, con la pista ciclabile di via Manara.
A valle, emendata l’idea del pennello, il nuovo molo si dovrebbe fare pur se occorrerà studiare una diversa soluzione idraulica per ottenere gli effetti sperati e far sì che la melma trasportata dal torrente finisca al largo invece che nelle concessioni balneari limitrofe.
Ora, i tecnici del Comune avranno del tempo per apportare le modifiche progettuali richieste dalla Soprintendenza e farsi trovare pronti nei prossimi incontri tecnici con la Soprintendenza stessa e la Regione Marche, settore Difesa della Costa.

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