SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una polemica senza fine. Il manifesto della Lega Nord continua a far discutere e dopo la replica stizzita ai consiglieri comunali di San Benedetto Gianluca Pasqualini e Fabio Urbinati da parte del parlamentare e segretario regionale del “Carroccio”, Luca Rodolfo Paolini (“con la guerra in Libia, il possibile arrivo dei profughi, la direttiva Bolkestein che rischia di ammazzare le aziende balneari, delinquenti stranieri che riempiono le pagine di cronaca nera, il loro problema urgente da trattare in consiglio comunale è il nostro manifesto, vecchio di dieci anni”), arriva la prevedibile reazione dei diretti interessati.

“Paolini oltre a sentirsi vittima per la questione del manifesto, che continuiamo a reputare razzista, ha il coraggio di mettere nel calderone della politica locale la direttiva Bolkestein, la guerra in Libia  e addirittura la questione immigrati che il governo, da lui e dal suo partito sostenuto, sta gestendo con clamorosa inettitudine, con in testa il ministro leghista Maroni”, scrivono i due consiglieri del Pd.

Proseguono: “Venga da noi e spieghi lei ai concessionari di spiaggia sambenedettesi come il governo sta affrontando la questione della Bolkestein, visto che a tutt’oggi sono stati in grado di produrre solo chiacchiere, a differenza di quanto il suo partito riuscì a fare per la vicenda delle quote latte tanto care agli allevatori del nord. E dica anche ai concessionari di spiaggia che le sanzioni della Comunità Europea per le quote latte saranno pagate con i quattrini di tutti gli italiani, da nord a sud  concessionari di spiaggia compresi”.

Tra riferimenti cittadini e nazionali gli affondi all’onorevole non si placano: “Addirittura il segretario regionale leghista ci rimprovera la guerra in Libia e gli sbarchi degli immigrati, come se la Lega Nord in questi anni fosse stata all’opposizione. Allora, una domanda vorremmo fargliela noi: Ma con la legge Bossi-Fini i clandestini non dovevano essere rimpatriati?”.

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