MONTEPRANDONE – Un Consiglio comunale interminabile, quello del 31 marzo scorso, iniziato alle 19 e conclusosi dopo la mezzanotte, dove su alcuni temi si sono alzati i toni tra maggioranza e opposizione e tra i membri stessi della minoranza. La seduta si è aperta col benvenuto del sindaco al nuovo segretario generale, Maria Immacolata Casulli, che rappresenta il primo segretario donna del Comune, nonché la più giovane. Abilitata alla professione di avvocato e con numerose esperienze negli enti locali, la Casulli sostituirà Dino Vesprini anche come responsabile del I° settore.

Successivamente il presidente Nedo Tiburtini ha presentato ufficialmente il nuovo gruppo consiliare “Monteprandone Libera”, composto da Jacopo Mozzoni, Roberto Di Girolami e Giandomenico Camilli, i primi due fuoriusciti da “La Nostra Città”, mentre il terzo dal Pdl. Il capogruppo Mozzoni ha così motivato la sua scelta: “La nostra iniziativa è volta a rispettare l’impegno politico preso due anni fa. Costituiamo questo gruppo perché siamo convinti che ci debba essere una minoranza attiva. Fino ad oggi per noi è stato fatto poco o nulla”. A queste parole è seguita una piccola bagarre tra Di Girolami e Barbizzi sulla questione della fascia tricolore, indossata da Mozzoni a Mantova. A Di Girolami che l’aveva accusato di aver fomentato la polemica, il consigliere autonomo ha risposto: “Posso dire che nella sua situazione io sicuramente non l’avrei accettata”. Per Stracci invece non vi è nessuna dietrologia: “Poiché nell’amministrazione nessuno era disponibile ad andare l’ho chiesto alla minoranza: non vi vedo nulla di male”.

La seduta è quindi proseguita con l’interrogazione relativa agli allagamenti di marzo, presentata da Monteprandone Libera: “Visti i numerosi danni causati dall’alluvione – ha detto il capogruppo – ritenuto che non tutto è stato provocato dalle piogge, chiediamo quali sono state le cause, se vi sono responsabilità umane e cosa prevede di fare l’amministrazione per far sì che ciò non si ripeta in futuro”. Gli ha risposto l’assessore alla Pianificazione territoriale Marino Lattanzi, che ha elencato gli interventi eseguiti durante e dopo l’evento: “Gli allagamenti sono stati causati dall’acqua di riflusso, non dagli argini del Tronto che hanno retto. Come amministrazione ci siamo mossi per limitare i danni, gli operatori hanno liberato le strade, abbiamo utilizzato i Secin per ripulire le ditte che ce lo hanno chiesto. Tuttavia anche in futuro non potrà pensarci solo il Comune: chi gestisce il fiume Tronto dovrà fare la sua parte”. Alla domanda se la nuova bretella abbia influito o meno sugli allagamenti Lattanzi ha detto che bisognerà fare una valutazione con gli enti.

Anche Barbizzi è intervenuto per chiedere se il Piano di Emergenza prevede, attraverso la Protezione Civile, una gestione preventiva, tramite cui si possa avvertire tempestivamente le aziende per mettere in salvo i materiali. Il sindaco Stracci ha fatto il punto della situazione ammettendo che “vi è stato un ritardo nella comunicazione dell’emergenza e che in futuro occorrerà organizzare meglio l’allerta telefonica”. Tuttavia, ha aggiunto il sindaco, “neanche la Protezione Civile di Ascoli aveva previsto che sarebbero caduti 240 millimetri d’acqua in sole 48 ore. Quando è scattato l’allarme, alle 22:15, vi era la priorità di mettere in salvo le persone. Abbiamo allertato la popolazione civile casa per casa e i titolari delle aziende di cui avevamo il numero di cellulare ma per gli altri non vi è stato modo di avvisarli”. Stracci ha ribadito che “il sistema di raccolta nel complesso ha funzionato, poiché alcune vie del centro hanno retto, mentre le criticità si sono concentrate sotto la ferrovia, in via Molino e nella bretella, dove il fosso era ostruito e si erano creati diversi tappi, anche a causa della mancata pulizia delle scarpate vicino alla superstrada”. Per quanto riguarda i danni, la Banca Picena Truentina ha stanziato un plafond di un milione e mezzo di euro per prestiti agevolati sia alle famiglie che alle aziende vittime dell’alluvione.

La questione del nuovo parcheggio di Monteprandone ha poi rialzato di nuovo i toni. “Questa opera, costata al Comune 500 mila euro, è a mio avviso inutile – ha sentenziato Camilli – poiché non risolve il problema del posteggio, essendo oltretutto posizionata male, ossia fuori dal centro storico. Alcuni titolari dei permessi quando rientrano non trovano più il proprio posto e parcheggiano ovunque, anche in curva o in doppia fila. Regna l’anarchia, mancano anche i controlli da parte dei vigili. Inoltre alcune vie del centro storico – ha aggiunto il consigliere di Monteprandone Libera – sono ridotte a latrine. Con le vostre decisioni avete creato discordie tra i cittadini”. “Non è così degradato il nostro Comune – gli ha risposto l’assessore al Patrimonio Sergio Loggi – anche qui conta il buonsenso dei cittadini. Quanto al parcheggio, nei prossimi giorni verranno introdotte alcune modifiche sugli orari della sosta. Sulla posizione, ritengo giusto collocare i parcheggi in periferia e chiudere al traffico il centro storico”.

La seduta è quindi proseguita con l’esame e l’approvazione del Programma Triennale di Opere Pubbliche 2011/2013 e l’elenco annuale 2011, che prevede un intervento di miglioramento della biblioteca comunale e dell’archivio storico (1 milione e 200 mila euro), interventi di manutenzione del centro storico (265 mila euro), la sistemazione della scuola elementare e materna di Monteprandone, la messa in sicurezza del Convento di San Giacomo della Marca (1 milione e 300 mila euro, finanziati con l’8 per mille), la sistemazione delle strade danneggiate dal maltempo (300 mila euro). Il consigliere Mozzoni ha notato che molti impegni previsti nel precedente programma triennale delle opere 2010/2012 siano slittati di un anno e non sono stati realizzati, tra cui la rotatoria sulla Salaria, il centro Pacetti, il restauro della Chiesa di San Giacomo (per il quale nello scorso anno venivano stanziati 700 mila euro), il marciapiedi in via Borgo da Mare.

Oltre a questo punto il Consiglio ha approvato il regolamento per l’applicazione della Tarsu, con la variazione dell’art. 21-bis (che prevede agevolazioni per incentivare l’uso della ricicleria), il bilancio di previsione per il 2011, che ha un volume totale di 13 milioni e mezzo di euro, il bilancio pluriennale 2011/2013 e la relazione previsionale e programmatica. L’assise ha infine detto sì alla convenzione per la “Gestione dei servizi per le Imprese nel Piceno” (Gasip) e alle modifiche allo statuto e della nuova compagine societaria della Picenambiente. Rimandato invece alla prossima riunione il punto relativo al censimento dei fabbricati in zona agricola in variante al vigente Prg.

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