Politica. Dice Luca Cordero di Montezemolo in una recente intervista su Repubblica: “Ricominciamo dalla società civile. Perché questo è il “serbatoio” per ricostruire una classe dirigente e anche una nuova classe politica. Ci vuole un ricambio. Si deve ripartire da Tangentopoli perché con questo governo Berlusconi la società civile è sparita è diventata suddita. Assistiamo a un indecoroso e inaccettabile disfacimento del senso delle istituzioni e della responsabilità pubblica. Il tutto accompagnato dal silenzio assordante della società civile, delle associazioni di rappresentanza e della classe dirigente del paese, che rischia di diventare complice del degrado. Il tutto a vantaggio dei politici di professione. Quelli che ormai non rendono più conto delle proprie scelte: non nell’economia, non nei temi istituzionali, non nella politica estera. Irresponsabili. Non ci sono più argini se non quello del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano“.

Emblematica la conclusione quando afferma che gli argini alla dilagante ed imperante mala politica non possono essere solo quelli di Napolitano e del cardinal Bagnasco, è la società civile che deve muoversi. Aggiungo io: per bloccare un processo che porterà al disfacimento della nostra penisola, con addirittura rischi di una rivolta popolare, quando i redditi saranno ridotti all’osso e la fame non sarà più un ricordo dell’ultima guerra mondiale.

L’unica mia divergenza (ma forse non lo è), rispetto alle sacrosante ragioni di un uomo intelligente come l’ex presidente della Confindustria, è che sarà quasi impossibile ripartire dall’alto, anche se lui dovesse diventare il nuovo premier al posto di Silvio Berlusconi. Probabilmente non riuscirebbe nel suo intento perché, coloro che oggi gli promettono il loro appoggio (principalmente il Pd perché da solo non ha la forza di liberarsi dalla morsa del Cavaliere ed ha una grande crisi di astinenza da governo), domani non si metteranno al suo “servizio” ma cercheranno di “utilizzarlo”.  Per non perdere le tantissime piccole e confusionarie leadership di gruppi o gruppetti di sudditi legati a loro da quel clientelismo che è probabilmente il male peggiore della nostra nazione e che non ha risvolti simili in quasi tutta l’Europa.

I vari Dalema, Franceschini, Bersani, Rutelli, Fini, Casini, e non so chi altro, potrebbero essere disponibili ora a puntare su Montezemolo ma saranno i primi ad ostacolarlo quando lo stesso proverà ad intaccare i loro piccoli e grandi feudi con regole semplicemente più democratiche che porterebbero al quasi annullamento del loro egositico personalismo; insomma, credo proprio, che l’osso non lo molleranno tanto facilmente per non diventare cittadini come tutti gli altri con tutti i doveri della politica e senza più gli assurdi privilegi attuali.

Credo che Montezemolo punti principalmente alla riabilitazione della parola “politica”. I motivi feudalistici che ho appena esposto, gli  renderanno però la vita molto difficile se non impossibile. Potrebbe invece riuscirci, secondo il mio modestissimo parere, non partendo dall’alto ma dalle realtà locali e da quei giovani che rifiutano l’impegno politico perché hanno davanti esempi che li disarmano prima di provarci.

La società civile non deve prendere il posto della politica ma la deve soltanto cambiare e ci si può riuscire soltanto con l’annullamento delle varie sigle (politiche?) create ad arte per conservare il loro spazio (sempre più piccolo perchè l’importante per loro è conservarlo il potere) dai vari personaggi che ho elencato prima. Operazione che non partirà mai dall’alto, mentre potrebbe avere il suo effetto se partisse dai giovani nelle loro città, suffragati da un codice deontologico per nuovi soggetti politici che, un uomo intelligente e colto come il “figlioccio” della famiglia Agnelli, non dovrebbe aver difficoltà a realizzare.

A dir la verità già molti ottimi indizi si possono trovare nelle sue considerazioni di recente attualità. E’ vero “la società civile è sparita, è diventata suddita” e proprio per questo motivo è dai sudditi che bisogna ripartire.

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