SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Raccontare Roberto, significa parlare di un uomo perbene. Non un buono, un pacifico, ma un uomo con gli artigli affilati, dal temperamento coriaceo, dall’ironia caustica, di fine intelligenza, non condizionabile, uno spirito critico, pragmatico, un uomo socievole, un giusto”: Così ha esordito il professore Marco Alunno, durante la presentazione dell’ultimo libro scritto dall’amico di una vita, Roberto Conti, deceduto il 10 febbraio scorso.

All’Auditorium Tebaldini, il primo aprile, i presenti hanno vissuto un momento di grande emozione, dettato dal ricordo sempre vivo di Roberto e dal canovaccio tessuto da Alunno e dalla professoressa Ines Amadio, sulla vita dell’ex dirigente del Comune di San Benedetto.

Di grande spessore il contributo di Piergiorgio Cinì, con la lettura di alcuni brani del libro e di Carlo Bonanni che ha intonato due canzoni di De Andrè, il cantautore tanto amato da Conti.

Il Libro” è l’ultimo delle cinque opere che Conti ha scritto in meno di due anni, da quando si era presentata, purtroppo ancora una volta, la malattia. “Scrivo per non morire” aveva detto ad una sua ex compagna di scuola. Nonostante il tumore lo affliggesse, la sua vitalità si era accentuata e nell’ultimo scritto, che purtroppo non ha fatto in tempo a presentare di persona, ha proposto il canone di letture che ha segnato la sua vita. Sì, perché Conti era, a detta di tutti, un lettore insaziabile.

Infatti, sottolinea la professoressa Amadio: “Ha dimostrato sempre una chiarezza di idee nella vita ed è riuscito a riversarla nella scrittura. Con lui, mio vicino di ombrellone, ho condiviso in quella passata, una delle estati più belle ma purtroppo l’ultima. Uno scambio di libri e di cinema caratterizzava le nostre giornate”.

La figura di Conti, era caratterizzata anche da una certa goliardia e da una passione smodata per il calcio,  in particolare per la “sua” Inter.

Ricorda Alunno, provocando un momento di ilarità fra il pubblico:” Roberto era riuscito a riunire tutti i suoi amici per le partite di calcetto, nonostante l’età fosse più adatta al gioco della briscola. Con perfidia gesuitica, inseriva tutti quelli che sapevano dare del tu al pallone nella sua squadra, mentre i cariatidi, li metteva nella squadra avversaria”.

Il figlio, Andrea Conti, ha ringraziato tutti per la partecipazione:” Questo particolare appuntamento è il modo migliore per ricordare papà. Il ricavato della vendita dei libri andrà completamente all’Associazione Supporto Malati Oncologici, Viviana Campanelli (Asmo)”.

L’evento è stato promosso dall’Associazione culturale “I luoghi della scrittura, di cui Conti faceva parte e dalla libreria “La Bibliofila”.

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