Dal settimanale Riviera Oggi numero 863 del 22 marzo 2011

Dopo l’alluvione di inizio marzo un piccolo “terremoto” si è abbattuto a Monteprandone, più esattamente tra le fila della minoranza consiliare, portando alla scissione delle due liste di opposizione. Jacopo Mozzoni e Roberto Di Girolami de “La Nostra Città” e Giandomenico Camilli del Pdl hanno lasciato i rispettivi gruppi di appartenenza per formare un nuovo gruppo misto denominato “Monteprandone libera”. Riviera Oggi li ha intervistati per conoscere le motivazioni della loro scelta e le loro idee riguardo alle ultime vicende politiche.

Un giudizio sull’amministrazione Stracci nel suo primo anno e mezzo di mandato.

Di Girolami: “Quest’amministrazione non sta facendo niente, anzi siamo in forte ritardo con le opere. Anche la minoranza non sta facendo granché e non dà quella spinta che servirebbe a far migliorare l’amministrazione”.

Mozzoni: “Il sindaco è la persona più operativa nella maggioranza, ma manca di esperienza nell’amministrare, mentre ci sono persone in giunta da vent’anni che non portano a termine le opere intraprese. La bretella in zona industriale, il centro anziani Pacetti, l’ex delegazione comunale, la rotatoria sulla Salaria, il parcheggio di Monteprandone, lo svincolo autostradale e il sottopasso sono tutti cavalli di battaglia di quest’amministrazione che erano in programma da anni e ancora non sono stati realizzati”.

Camilli: “Del parcheggio di Monteprandone è stato fatto solo il primo stralcio, che è costato circa 500mila euro. Ne occorreranno altrettanti per completarlo, ma quei soldi ora non ci sono più. Quell’opera così è inutilizzata e non ha risolto il problema dei parcheggi nel centro storico”.

Quale sarà il vostro rapporto con Barbizzi e Anna Maria Rupilli?

Mozzoni: “Fare opposizione per noi non significa fare battaglia a Barbizzi e Rupilli. Non abbiamo niente contro di loro, solo che si stanno comportando male nei nostri confronti. La Rupilli ci attacca, Barbizzi ha votato sempre a favore della maggioranza da quando è uscito, eccetto per il Piano Casa che noi invece abbiamo appoggiato”.

Barbizzi ha criticato la sua scelta di indossare la fascia tricolore a Mantova, in rappresentanza del Comune. Questo fatto ha originato dissidi all’interno de “La Nostra Città”?

Di Girolami: “Noi pensiamo che Barbizzi sia deluso e arrabbiato per questa cosa perché voleva essere lui al posto di Mozzoni a Mantova. Mozzoni è andato a rappresentare San Giacomo, un santo che è di tutto il paese, non solo della maggioranza”.

Mozzoni: “Naturalmente non sono andato io al Comune a prendere la fascia tricolore. È stato il sindaco Stracci a darmela e io l’ho accettata, perché in questo caso rappresentavo una delegazione del Comune e non una parte politica. Riguardo alla Rupilli, inizialmente non aveva detto niente, anche se in realtà non ci eravamo consultati su questa cosa. La polemica è nata dopo l’intervento di Barbizzi, ma a mio avviso è una polemica banale e di basso profilo. Rimango perplesso quando vedo Barbizzi e Rupilli attaccarsi a queste cose, invece di affrontare questioni più serie in Consiglio”.

Quali motivazioni vi hanno spinto a lasciare le vostre liste e a formare un nuovo gruppo?

Mozzoni e Di Girolami: “Sono passati due anni dalle elezioni, noi abbiamo portato avanti le idee del comitato La Nostra Città, ma ci siamo resi conto che non più era possibile fare opposizione nel modo in cui noi volevamo. Vi era un certo ristagno e la difficoltà di andare a fondo nelle questioni, forse per il timore di intaccare certi interessi. Con Camilli già da qualche tempo avevamo trovato una certa sintonia e così abbiamo preso la decisione”.

Camilli: “Da parte mia non vi è alcuna rivalsa o critica nei confronti di Puzielli e Caponi. È una scelta che ho maturato già da qualche tempo, a 50 anni sento il bisogno di staccarmi dai partiti. Vengo da An, Msi, sono stato coordinatore del Pdl, ma ora non ho intenzione di rappresentare  nessun partito, né intendo ricandidarmi alle prossime elezioni”.

Perché eravate assenti in Consiglio quando è stata comunicata la decisione?

Camilli: “Nel mio caso ero assente per motivi personali, avevo deciso da tempo un viaggio a Lisbona con mia moglie per l’anniversario di matrimonio”.

Mozzoni e Di Girolami: “Nel nostro caso lo abbiamo fatto per solidarietà verso Camilli e perché non ci sembrava opportuno presentarci in partenza senza un componente, dal momento che siamo tre”.

La Rupilli dice che prima avreste dovuto parlarne con lei.

Mozzoni: “Noi l’abbiamo comunicato a coloro a cui eravamo tenuti a dirlo, ossia al presidente del comitato “La Nostra Città” e al presidente del consiglio comunale. Ma i contrasti all’interno del gruppo erano nati già da qualche tempo per cui non è stata una cosa inaspettata”.

Con “Monteprandone Libera” quali idee vorreste portare avanti?

Camilli: “Pensiamo di portare avanti iniziative serie, di controllo dell’operato della maggioranza, spaziando a 360°, senza timori reverenziali nei confronti di nessuno”.

Mozzoni: “Cercheremo di smuovere l’immobilismo che caratterizza questo Comune. Vorrei chiarire però che noi non siamo a priori contro Stracci, ma valutiamo volta per volta le decisioni che vengono portate in Consiglio. Né il gruppo ha intenzione di dividere ulteriormente la minoranza ma al contrario vuole unirla per il bene del paese”.

La ditta che era fino al 2004 della famiglia Mozzoni, la Seba, è sicuramente tra le più danneggiate dal recente alluvione. Al di là della situazione personale, ritenete ci siano dei “mea culpa” da parte della giunta Stracci su quanto avvenuto in zona industriale?

Mozzoni: “La giunta sta portando l’attenzione su Fosso dei Galli, ma bisogna dire che la zona industriale nel ’92 non fu allagata mentre ora le aziende hanno avuto dei danni. Tra le cause, che noi stiamo verificando insieme a dei tecnici, ci sono probabilmente le nuove reti fognarie e la bretella incompiuta, col cavalcavia che ha fatto da tappo, insieme al mancato completamento degli argini del fosso in via I Maggio. Se ci sono colpe da parte dell’amministrazione, questa giunta dovrà risponderne”.

Qual è la vostra opinione sull’accordo di programma firmato in riferimento alla zona industriale?

Di Girolami: “Noi eravamo favorevoli all’accordo di programma, che avrebbe portato ad uno sviluppo del territorio grazie a nuove infrastrutture come lo svincolo e il sottopasso. Solo che a causa dei ritardi i privati non hanno ancora firmato la convenzione, col rischio di veder svanire 8 milioni di euro destinati ad opere pubbliche. Quando in Provincia c’era Rossi, l’amministrazione avrebbe dovuto premere di più per concludere prima l’accordo”.

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