DA RIVIERA OGGI NUMERO 863

MONTEPRANDONE: Sciamanna 5, Poletti D. 5, Salpietro 3, Paolucci 6, Di Sabatino 6, De Cugni 1, Gabrielli, Salladini, La Brecciosa, D’Angelo, Consorti 1, Nepa 1, Giobbi, Marucci. All.: Romandini.
ASCOLI: Morale 6, Mucci Al. 7, Salvi 2, Bolla 9, Pannelli 2, Di Gianluca, Angelini 3, Ferretti M., Ciannavei, Caponi, Mucci An., Grama, Filiagi, Ferretti L. All.: Russo.
Arbitri: Anastasio e Falvo.
NOTE: al 17′ st espulso Russo. Al 19′ st espulso Pannelli. Parziale primo tempo: 15-14. Spettatori, un centinaio.

MONTEPRANDONE – Ascoli si prende la rivincita e la prima partita della poule retrocessione. Passa al Colle Gioioso, ma stavolta non è il finale da infarto del precedente di fine dicembre (a proposito: a tanto risale l’ultima vittoria casalinga celeste). No, stavolta la squadra di Russo, espulso a metà ripresa, decide la sfida con un po’ d’anticipo. Monteprandone, in maglia gialla, rimanda un’altra volta l’appuntamento con la vittoria e comincia i playout come peggio non poteva. Subito ultima, e per fortuna che pure Ancona perde, sempre di misura, all’Aquila. Sabato 26, nella Dorica, già un mezzo spareggio.
Quella del Colle Gioioso, invece, è andata. Un’altra corrida. Manciate di espulsioni a tempo, polemiche, nervi a fior di pelle. L’Handball, sempre in partita, se la fa sfuggire di mano a metà ripresa, quando è in campo 7 contro 5 e non riesce a far fruttare il doppio vantaggio numerico scavando il margine. Raggiunge il pari (23-23), quello sì, ma dopo avere buttato un rigore, tre contropiede e un altro tiro. Ecco: fosse andata sopra di qualche punto, chissà.
E invece partita sempre in equilibrio, nonostante l’avvio di marca ascolana (1-5). Monteprandone inizia la rimonta e al 19′ Di Sabatino firma il 10-10. Gli uomini di Romandini non si fermano, andando al riposo sul 15-14. Ma l’inizio di ripresa dice Ascoli. L’Hc tiene qualche minuto, poi gli tocca sempre rincorrere. E quando agli ospiti saltano i nervi non ne approfitta. Anzi. Nel finale riprende a sbagliare in avanti e a beccare gol dietro. Il 28-29 di Sciamanna, a fil di sirena, non rende la nettezza della sconfitta.

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