SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il 28 maggio 2009 i Carabinieri inseguono un mezzo che non ha rispettato l’alt, lo speronano e scoprendo che al volante c’era B.Z., un giovane marocchino ubriaco e senza patente che in tasca nascondeva un coltello e delle banconote false. Al suo fianco un connazionale B.M., apparentemente pulito. Immediata la denuncia e il processo ai due con le accuse in concorso di possesso di arma da taglio, possesso di banconote contraffatte, ricettazione di auto rubata e resistenza a pubblico ufficiale.
Dopo due anni di processo, la Corte del Tribunale di San Benedetto del Tronto ha emesso verdetto sulla base delle richieste del PM Pierluigi Acciaccaferri.

Il 28 maggio 2009 i Carabinieri inseguono quel mezzo. Lo fermano e al volante identificano B.Z., un giovane marocchino ubriaco e senza patente, in compagnia del connazionale B.M..
Dopo i controlli i militari scoprono che il mezzo guidato dal nordafricano è rubato e che l’uomo possiede delle banconote false e un coltello. Del passeggero nulla, ma entrambi finiscono sotto accusa.

Secondo il Pubblico Ministero le maggiori responsabilità andrebbero attribuite al conducente del mezzo B.Z., il quale non ha rispettato in primis l’alt dei militari che li ha condotti successivamente ad individuare ed accertare denaro falso e armi da taglio in suo possesso. In merito al passeggero però, l’accusa ha ribadito che nonostante il giovane B.M, non avesse responsabilità riguardo il denaro e l’arma, ne aveva per il mezzo rubato, in quanto “complice” nel possesso.

Si è riportato alle memorie difensive l’avvocato Ivo Iachini ( sostituto dell’avvocato Alessandro Angelozzi del foro di Ascoli) legale di B.Z. conducente del mezzo, chiedendo l’assoluzione del suo assistito. Mentre secondo il difensore del passeggero, Andrea Ciannavei, non avrebbe alcuna responsabilità nella vicenda perché in suo possesso non sono state trovate né armi, né denari falsi, aggiungendo che non esisterebbe nemmeno la prova che avesse ben chiaro da dove provenisse quel mezzo nel quale era solo un passeggero.

Per il giudice Giuliana Filippello sono chiare le accuse e chiare le responsabilità del caso che ha condotto i due giovani alla sbarra. Per il conducente la Corte ha stabilito la colpevolezza per ricettazione, possesso di arma da taglio e denaro contraffatto, assegnando una pena di 2 anni e 400 euro. Al passeggero invece le prove processuali hanno fatto cadere le accuse di possesso di arma da taglio e banconote false, ma ha confermato la ricettazione del mezzo nel quale era a bordo. Per lui il giudice ha stabilito una condanna a 1 anno e 400 euro (pena sospesa).

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