SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Convalidato l’arresto del giovane domenicano fermato il 26 marzo scorso dalla Guardia di Finanza di San Benedetto. Possedeva circa 240 grammi di cocaina nascosta in un peluche e nei calzini. Il tutto è avvenuto sulla banchina d’attesa della stazione ferroviaria locale ma la notizia è stata diffusa solo martedì. Il giovane attenderà il processo in carcere.

Attendeva il treno per andare in Ancona quando la Guardia di Finanza si è avvicinata e ha proceduto al controllo. Ad insospettire i finanzieri è stato l’evidente nervosismo manifestato alla richiesta dei militari di consegnare loro il grosso peluche che portava in mano. Peluche nel quale il giovane aveva accuratamente nascosto ovuli carichi di polvere bianca ritenuta cocaina (già tagliata e probabilmente pronta per la piazza). Inoltre, all’interno di un calzino altra droga dello stesso tipo. Accompagnato poi in caserma, infatti, all’interno del pupazzo sono stati trovati 11 ovuli contenenti la droga mentre in una scarpa c’era l’altro ovulo oltre ad una busta trasparente contenente della sostanza stupefacente “sfusa” e già “tagliata”. Gli accertamenti hanno quantificato in totale circa 135 grammi contenuta nei 12 ovuli e circa 115 grammi l’ulteriore sostanza “sfusa”. Secondo gli inquirenti la droga era destinata ad Ancona dove sarebbe stata spacciata nel fine settimana. E avrebbe fruttato circa centomila euro.

R.B.J. di anni 28 è un domenicano domiciliato ad Ancona ma residente a Barcellona. Alla convalida del suo arresto per detenzione di sostanza stupefacente avrebbe sostenuto di trovarsi in zona perché la sua amante vive ad Ancona. Amante perché il giovane sembrerebbe secondo le sue dichiarazioni sposato in Spagna con altra donna che solo alcuni mesi fa gli ha concesso l’onore di diventare padre.

Non lavora e si occupa della casa quando si trova in territorio iberico e a quanto pare, si trovava in Italia solo per una “vacanza”. Vacanza che probabilmente sarà più lunga del previsto in quanto il suo fermo è stato convalidato in arresto solo tre giorni dopo che i militari lo hanno scoperto con la droga addosso.

La sua difesa seguita dall’avvocato Matraxia Simone ( in sostituzione dell’avvocato Umberto Gramenzi del foro di Ascoli) ha chiesto la possibilità di celebrare il rito con formula abbreviata e condizionata alla perizia della sostanza.
Ad aprile la prima udienza con l’incarico ai periti per l’analisi della sostanza rinvenuta.

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