GROTTAMMARE – La scorsa settimana abbiamo pubblicato un articolo riportante una nostra inchiesta sui prezzi delle case, di ultima costruzione, a Grottammare. Oltre alle numerose visualizzazioni, abbiamo suscitato anche parecchi commenti. Tra cui quello di un socio dell’agenzia “Spina e Marchei”, Gianni Spina, che aveva espresso delle critiche sul nostro articolo.

Ci spiega  perché ha considerato i prezzi da noi riportati come non esatti?

“Le quotazioni lette nel vostro articolo riguardano una proposta di vendita, non sono reali. Manca completamente la trattativa che si conduce tra il richiedente e l’offerente”.

Ma queste sono le regole del commercio. Le eventuali trattative non sono valutabili a priori.

“Certamente. Ecco perché avreste dovuto fare un inchiesta sulle case già vendute. Poi quando si parla di un edificio in vendita bisognerebbe calcolare tutto ciò che concerne l’offerta: presenza di balconi, garage, cantina, e via dicendo. A quel punto il prezzo al metro quadro, si abbasserebbe, perché spalmato in una superficie più ampia”.

Concorda però che non ci sia molta chiarezza nelle offerte?

“E’ vero. Sul mercato si trova di tutto, anche le schegge impazzite. Ma di fatto certe case fuori mercato alla fine non si vendono. Il commercio giunge sempre ad una naturale autoregolamentazione”.

Lei nel suo commento confronta i “nostri prezzi” (di case nuove), con quelli di case anni ’70/’80. Con quale metro si possono paragonare le due situazioni?

“Devo fare una premessa. L’80% delle case in vendita appartengono alla categoria dell’usato. Case di venti anni fa, in buone condizioni e abitabili. C’è poca differenza tra le case di quel periodo e quelle di oggi”.

Come mai?

“Voglio dire che non è cambiata la conformazione della casa, l’aspetto estetico. Ma certamente è salita la qualità. Differenti sono le case degli anni ’70. Si costruiva a prezzi ridotti e per guadagnarci si abbondava con le metrature delle abitazioni che arrivavano a 100/120 metri quadri”.

Dai commenti è emerso che comunque comprare una casa oggi, soprattutto per i giovani è difficile. La crisi economica, il precariato e… i prezzi alti.

“Concordo che comprare una casa a Grottammare o San Benedetto, costi parecchio, ma ci sono vie accessibili anche lì. Anche se purtroppo, devo ammettere che, soprattutto a San Benedetto i terreni su cui si può costruire, costano troppo e ciò incide sul prezzo finale dell’edificio. Certo è che oggi, se qualcuno viene in agenzia, prima di cominciare a fare le proposte, ci assicuriamo che ci sia un reddito, un lavoro fisso e una copertura finanziaria. Se il soggetto risulta un precario, purtroppo, a meno che non intervengano a garanzia i genitori, non può permettersi alcun mutuo. Poi bisognerebbe comunque scegliere, una città, una zona rispetto alle proprie possibilità. Chiunque vorrebbe vivere in un ipotetico castello sul mare, purtroppo non è alla portata di tutti”.

Ci spieghi meglio il discorso delle vie accessibili.

“Anche se collocabili in una stessa zona, ad esempio acquistare una casa in via Trento è diverso che acquistarla in Piemonte. Sono divise solo dalla ferrovia, sono entrambe a due passi dal mare, ma nel secondo caso il prezzo è la metà rispetto al primo”.

Ma a chi non è del mestiere e volesse farsi una idea dei reali prezzi, per vendere o acquistare una casa in una tale zona o, come dice lei, via, cosa consiglierebbe?

“Esiste un programma che é attualmente utilizzato per le stime da una ottantina di agenzie immobiliari, come punto di riferimento per quotazioni reali, www.quantumstime.it . Ricordiamo che le quotazioni quantum non sono riferite a prezzi di richiesta, ma prezzi realmente realizzati in vere compravendite”.

Per cui basta accedere a questo programma per avere una stima precisa di una casa in una tale via?

“Sì. Se qualcuno volesse visitare il programma, facilissimo da usare, vi fornisco le credenziali gratuite di accesso al Quantum, appositamente per voi:

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