SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La par condicio non è soltanto una pari opportunità di visibilità tra tutti i candidati alla competizione elettorale, ma è soprattutto la possibilità che la stampa locale fornisca a tutti i candidati la parità di trattamento. Tutta la stampa, dunque, dovrebbe “fare le pulci” ad ogni forma di potere. Un potere, politico e non, che non alliscia, che non ammicca: sta dalla sua parte, interagisce, ascolta le critiche, e naturalmente ha il potere di decidere.

La “sottile linea d’ombra” del rapporto tra stampa e potere è così sottile che, d’abitudine, sembra spesso scomparire. La casistica nazionale e internazionale è così ricca di esempi da renderne superflua la citazione.

Così possiamo dirci rammaricati dalle parole pronunciate dal sindaco Gaspari, in risposta ad una domanda giustamente ben posta dal nostro giovane collaboratore Massimo Falcioni ad una trasmissione di  Tvp Italia: “Le critiche? Non sarebbe la prima volta. E’ uno sport comune in quella redazione” (Riviera Oggi).

Miglior complimento, e Gaspari lo sa, non potevamo riceverlo. Ci dispiacerebbero invece dichiarazioni pubbliche dove i politici ci dicessero che il nostro “spot comune” sarebbe blandire il potere. Quello, purtroppo, non riusciamo a farlo. Ci viene l’orticaria non appena pensiamo di farlo. Proprio non ne siamo capaci, noi.

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